Imposte sull’energia elettrica: tutte le tasse che gravano sui consumatori

In materia di imposte che gravano la fornitura di energia elettrica, quest’anno ci sono delle novità.

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Innanzitutto, le addizionali comunali e provinciali nelle regioni a statuto ordinario dei due decreti del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 30/12/2011 (pubblicati sulla GU n. 304 del 31/12/2011) sono state soppresse a partire dal primo gennaio 2012.

Di conseguenza, l’aliquota dell’imposta erariale è stata reimpostata ai fini di mantenere la parità di gettito dalle accise.

Ricordiamo che a partire dal 1° aprile 2012, anche le addizionali comunali e provinciali per le regioni a statuto speciale e per le province autonome sono state soppresse, secondo quanto stabilito dal Decreto Legge 2/3/2012, n. 16.

In particolare, il comma 10 dell’art. 4 di tale decreto stabilisce che il minor gettito per gli enti locali sia reintegrato dalle rispettive regioni a statuto speciale e province autonome di Trento e di Bolzano con le risorse recuperate per effetto del minor concorso delle stesse alla finanza pubblica disposto dal comma 11.

Di seguito riportiamo il nuovo valore delle imposte erariali per i differenti usi della fornitura elettrica che gravano sulla bolletta della luce dei consumatori.

Per i clienti che hanno forniture con potenza impegnata fino a 1,5 kW, se i consumi non superano i 150 kWh/mese, le imposte non vengono applicate. Se invece il consumo è superiore, i kWh esenti da imposte vengono ridotti in maniera graduale.

Per i casi di forniture con potenza impegnata di oltre 1,5 kW e fino a 3 kW, le imposte non vengono applicate ai primi 150 kWh, sempre che il consumo non superi i 220 kWh/mese. Se il consumo di energia è superiore, allora i kWh esenti vengono ridotti gradualmente.

Per maggiore informazione, consultate la nostra analisi completa sulle quattro voci di spesa dell’energia elettrica.

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