Imposta di bollo sui conti deposito, a chi spetta pagare e quanto?

Continuano le brutte notizie che riguardano il decreto sulle semplificazioni fiscali. Adesso è il turno dei titolari di un conto deposito, i quali a partire da quest’anno dovranno pagare un’imposta di bollo proporzionale ai depositi (postali e bancari) e ai certificati di deposito.

Dal 1° gennaio 2012 i possessori di conti depositi dovranno corrispondere un’imposta di bollo pari allo 0,1% annuo proporzionale alle somme vincolate, con un minimo di 34,20 euro ed un tetto massimo di 1.200 euro. A partire dal 2013 la cifra da pagare sarà dello 0,15%, e non sono previsti dei valori massimi.

Fino al 2011, il bollo sui conti deposito era di 1,81 euro per ogni comunicazione inviata ai clienti, una cifra così insignificante da indurre la maggior parte delle banche a farsi carico del onere, per stimolare nuovi clienti ad aprire un conto deposito.

Ma adesso, con le nuove cifre, la domanda che si pongono i correntisti è chi pagherà l’imposta di bollo sui conti deposito.

Per esserne sicuro, bisogna cercare nel contratto o nell’ultimo documento di sintesi del deposito firmato; in questi documenti è scritto se il versamento del bollo è a carico del cliente o della banca.

Se per contratto il pagamento spetta all’istituto di credito, questo dovrà ancora farsene carico, a prescindere delle novità presentate dal decreto ministeriale. Se invece non c’è scritto nulla, allora l’imposta si ritiene a carico del cliente.

Attualmente, certe banche hanno chiarito ufficialmente la questione; ad esempio, i titolari del conto Rendimax di Banca IFIS possono essere tranquilli, dato che la banca ha garantito che continuerà a farsi carico dell’onere.

Nel caso dei titolari di un libretto di risparmio o di un conto corrente tradizionale, l’imposta da pagare sarà di 34,20 euro l’anno per le persone fisiche, e di 100 euro per le persone giuridiche, con esenzione per giacenze inferiori a 5 mila euro medie annue.

Infine, resta ancora da sapere se le banche faranno pagare l’imposta di bollo ai possessori di un conto deposito già aperto oppure applicherà l’imposta solo ai nuovi contratti; quest’ultima, al momento, è l’ipotesi più probabile.

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