Imposta di bollo per il conto corrente e il conto deposito: la differenza

L’Imposta di bollo per il conto corrente e quella per il conto deposito non sono uguali. La prima in effetti è una tassa in misura fissa, ma sul deposito l’importo dell’imposta è proporzionale ai soldi investiti. Tuttavia, a volte è difficile distinguere tra un conto corrente o un deposito bancario; per questo motivo, è importante chiedere all’Agenzia delle Entrate un chiarimento ufficiale riguardo i criteri di tassazione. Ecco le differenti imposte di bollo per il conto corrente e il deposito.

Conto corrente e Conto Deposito: ecco quando pagare il bollo
Imposta di bollo: quando si paga?

Al fine della corretta applicazione della nuova imposta di bollo, risulta fondamentale distinguere bene tra  conto correnteconto deposito.

Secondo il DPR 642/72, i conti correnti sono soggetti ad imposta di bollo in misura fissa (34,20 euro all’anno per le persone fisiche con giacenza media sopra i 5.000 euro), mentre i conti depositi bancari e postali sono soggetti ad imposta proporzionale, del valore dell‘1,5 per mille annuo dal 2013, senza limite massimo per le persone fisiche.

Confronta conti correnti

In effetti, i conti deposito sono strumenti finanziari e per quello devono pagare un’imposta più onerosa rispetto ai conti correnti. Malgrado ciò, la differenza tra conti correnti e conti deposito non è sempre così evidente.

Conto Corrente e Conto Deposito: la differenza

Secondo il Codice Civile, articolo 1834, il “deposito bancario” è il contratto con il quale la banca acquista la proprietà di una somma di denaro, obbligandosi a restituirla nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi.

Il conto corrente invece, secondo l’articolo 1852 del C.C., fa confluire in un medesimo conto accrediti ed addebiti, ma con il quale il correntista può disporre in qualsiasi momento delle somme risultanti a suo credito.

Pur essendo due prodotti bancari molto diversi, spesso si mescolano e si uniscono; ad esempio, molti conti deposito richiedono l’apertura di un conto corrente associato presso la stessa banca.

Il parere dell’ABI

Anche l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) aveva già segnalato le difficoltà esistenti nel distinguere conti correnti di conti deposito.

Nel parere 1297/2012, l’ABI aveva spiegato che la tassazione doveva avvenire dando rilievo alla connotazione reale del rapporto aperto con il correntista, “al di là della denominazione con la quale esso venga commercializzato”.

In questa maniera, secondo l’Associazione, anche nei conti di deposito la cui regolamentazione sia riconducibile all’art. 1852, si dovrebbe scontare l’imposta di bollo fissa di 34,20 euro prevista per i conti correnti, perché quest’ultimo ha funzione di pagamento.

Per questo motivo, secondo l’ABI i conti di deposito associati ad un conto corrente, con lo scopo di offrire un maggior rendimento ai clienti che vincolino determinate somme per un tempo prestabilito, non dovrebbe far perdere al rapporto la natura di conto corrente, e così verrebbe tassato con l’imposta fissa di 34,20 euro/annui.

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