Imposta di bollo conti correnti e deposito, regole per l’applicazione

In questi ultimi anni sono state apportate delle modifiche alla normativa fiscale riguardante l’imposta di bollo dei prodotti finanziari e conti correnti. Cominciando nel 2011 con il Decreto Salva Italia, così come la recente Legge di Stabilità, sono state introdotte modifiche legate al calcolo dell’imposta di bollo applicabile agli estratti di conto corrente, linee vincolate e conti deposito. Ecco la situazione ad oggi.

conto corrente senza bollo, quali sono
Con quale banche si paga l'imposta di bollo sui conti correnti e deposito? E qual è l'importo?

Il Decreto Salva Italia (D.L.201/2011) e la recente Legge di Stabilità (D.L.16/2012 e L.147/2013), hanno introdotto alcune modifiche legate all’imposta di bollo per il conto corrente e i depositi bancari e postali, come si evince dalla seguente tabella (clicca per ingrandire).

A continuazione, cercheremmo di spiegare la situazione per ogni tipo di prodotto nel dettaglio.

Conto corrente: imposta di bollo fissa

Al presente nulla è cambiato per i conti correnti, per i quali l’imposta di bollo fissa di 34,20 euro è dovuta se la giacenza media annua supera i 5.000 euro.

Al calcolo della giacenza media fino a 5.000 euro concorrono tutte le somme depositate sul conto corrente e non vincolate (comprese quelle costituite per far fronte all’apertura di posizioni in strumenti finanziari derivati).
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Imposta di bollo proporzionale sui conti deposito

In materia di investimenti, secondo quanto previsto dalla nuova Legge di Stabilità, nel 2014 è aumentata l’imposta di bollo sugli strumenti finanziari (diversi dai conti correnti, conti postali, fondi pensione, fondi sanitari e polizze vita), passando dall’1,5 per mille al 2 per mille.

Nel contempo però, è stato eliminato l’importo minimo per l’imposta di bollo di 34,20 euro all’anno. Nello specifico, a partire dal 2014 i titolari di un conto deposito o di un investimento al di sotto dei 17.100 euro non pagano più l’imposta di bollo di 34,20 euro all’anno.

Riassumendo, possiamo dire che a partire dal 2014 per i conti deposito e linee vincolate, è dovuta l’imposta proporzionale pari allo 0,20% (non più lo 0,15% del 2013), con un minimo annuo di 34,20 euro per i depositi oltre i 17.000 euro.

Concorrono al calcolo dell’imposta di bollo proporzionale tutti i prodotti detenuti in un rapporto di deposito titoli (azioni, obbligazioni, fondi comuni d’investimento e altri strumenti finanziari), così come eventuali strumenti derivati e importi vincolati.

L’imposta di bollo proporzionale, valida per conti deposito e linee vincolate, è calcolata alla data di produzione dell’estratto conto (annuale, semestrale, trimestrale o mensile).
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Linee vincolate su c/c: quale giacenze rientrano nel calcolo dell’imposta?

Con la circolare n.15/2013, l’Agenzia delle Entrate ha spiegato quali sono le giacenze che rientrano nel calcolo dell’imposta di bollo proporzionale e nell’imposta di bollo fissa.

Secondo quanto stabilito dalle Entrate, le giacenze vincolate sul conto corrente rientrano nel calcolo dell’imposta di bollo proporzionale prevista per i prodotti finanziari e, quindi, non concorrono al calcolo della giacenza media sui conti correnti ai fini dell’esenzione dall’imposta di bollo fissa prevista per le giacenze sotto i 5.000 euro.

Si veda anche il nostro articolo sul calcolo giacenza media c/c per saperne di più.

 

Nello specifico, nel caso di linee vincolate su conto corrente come ad esempio il Conto Webank, il Conto Fineco o il Conto Widiba:

  • alle linee vincolate si applica l’imposta di bollo proporzionale, analogamente ai conti deposito;
  • le linee vincolate non rientrano nel calcolo dell’imposta fissa prevista sul conto corrente, non dovuta per giacenze medie sotto i 5.000 euro;
  • tutte le somme non vincolate rientrano nel calcolo dell’imposta di bollo fissa prevista per il conto corrente.

Una menzione a parte merita il Conto Widiba, un conto corrente e non un conto deposito (con, quindi, il vantaggio aggiuntivo di una maggior operatività), offre un rendimento solitamente più elevato dal resto, spesso in promozione al 2,50% lordo annuo.
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Come si calcola l’imposta di bollo per le linee vincolate

L’imposta proporzionale sulle linee vincolate va calcolata sul saldo degli importi vincolati alla data di produzione dell’estratto conto in rapporto all’intero periodo rendicontato (annuale, semestrale, trimestrale o mensile).

Inoltre, l’imposta proporzionale non è dovuta per i rapporti che non presentano importi vincolati alla data di produzione dell’estratto conto e movimentazione nel corso del periodo rendicontato.

Vale la pena ricordare che, tanto per i conti deposito come per le linee vincolate, l’imposta di bollo proporzionale sulle linee vincolate non sostituisce la ritenuta fiscale del 20% applicata agli interessi maturati. In effetti, la prima è calcolata sul controvalore delle somme vincolate alla data di produzione dell’estratto, mentre la ritenuta fiscale del 20% è applicata agli interessi accreditati alla scadenza del vincolo.

Nel caso di linee vincolate aperte e chiuse nel corso dell’anno, l’imposta è calcolata sull’ammontare complessivo delle somme vincolate alla data di produzione dell’estratto conto. L’imposta non è dovuta se alla data di produzione dell’estratto conto non sono presenti vincoli attivi e, nel corso del periodo, non sono stati fatti movimenti (svincolo anticipato o scadenza vincolo).

Banche che offrono conti senza bollo

Alcune banche offrono ai clienti dei conti deposito senza imposta di bollo, ovvero è l’istituto a farsi carico del tributo. Nel 2014, alcuni degli istituti che prevedono questo vantaggio sono:

  • TimeDeposit di Santander
  • ContoSuIBL di IBL Banca
  • YouBanking di Banco Popolare
  • Conto Despoito Deutsche Bank Easy
  • TimeDeposit di BCCFORWEB
  • IW Power Deposito di IW Bank
  • SiConto di Banca Sistema

Alcune banche, inoltre, offrono all’utenza la possibilità di avere un Conto Corrente senza bollo, a prescindere dalla giacenza media. Questo è il caso del Conto Corrente Arancio di ING Direct, il Conto CheBanca! del Gruppo Mediobanca, il Conto YouBanking di Banco Popolare e il ContoInCreval del Credito Valtellinese.

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In effetti, con questi conti correnti l’imposta è sempre gratuita, e sono anche senza spese; per questo motivo possono essere completamente gratuiti purché gestiti online e non allo sportello.

Infine, per individuare facilmente il conto corrente o conto deposito con o senza imposta di bollo, vi proponiamo utilizzare il nostro comparatore gratuito ed indipendente, che vi consentirà con solo un paio di click di identificare la proposta che meglio si adatta alle vostre esigenze.

 

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