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Il Tesoro incassa 2,16 miliardi per la cessione della quota di Enel

Si è concluso il collocamento della quota di Enel ceduta dal Ministero del Tesoro, pari al 5,74%; nell'ambito della progressiva privatizzazione del gruppo. Sono stati interamente collocati da parte delle quattro banche incaricate (Goldman Sachs, BofA Merrill Lynch, Mediobanca e UniCredit) i 540 milioni di azioni messi in vendita con un prezzo di 4 euro per azione, in ottemperanza alla soglia minima stabilita dallo stesso ministero.

Il Tesoro incassa 2,16 miliardi per la cessione della quota di Enel

In totale l’incasso del ministero per la cessione della quota di Enel è stato di 2,16 miliardi di euro. Il regolamento della compravendita sul mercato dei blocchi avverrà il 2 marzo, e dal 3 la partecipazione di proprietà del ministero dell’Economia in Enel si ridurrà dal 31,2% al 25,5%

Gli acquirenti delle azioni sono soprattutto investitori dagli USA (notevole la presenza di hedge fund, avvantaggiati anche per la loro rapida capacità decisionale rispetto agli investitori istituzionali) e dalla Gran Bretagna; si tratta comunque di un book molto frammentato che non ha visto emergere nuove significative realtà all’interno dell’azionariato del gruppo, anche perché esiste un vincolo del 3% massimo di possesso per i soci diversi dallo Stato.
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Per il futuro, come rileva il Sole 24 Ore, sarà molto difficile, a prescindere dal divieto per i prossimi 180 giorni, che il ministero del Tesoro metta in vendita ulteriori quote di Enel, soprattutto adesso che è stata superata la barriera del 30%.

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