Il potere delle stufe a pellet

Sono semplici bastoncini di legno, frutto della segatura saldata ad altissima pressione, si chiama “pellet” ed è pronto a riscaldare le nostre case. Prezzi in ascesa ma pur sempre un buon margine di risparmio, vediamo come.

Stufe a pellet, convengono?

Perché utilizzare un materiale, derivato dal legno, che viene fatto passare attraverso una filiera con fori di dimensioni che vanno dai 6 ai 12 millimetri capaci di formare dei piccoli bastoncini pronti all’uso? Semplice, è un metodo eccezionale, soprattutto perché essendo un derivato della legna da ardere, la produzione di questo materiale coincide infatti con un calo evidente dei disboscamenti.

L’acquisto di stufe e caldaie apposite permette di godere di diversi tipi di incentivi, su tutti la detrazione del 50% sotto forma di detrazione Irpef (10 rate dello stesso importo in 10 anni).

Inoltre è da tenere bene a mente tutto ciò che consiste il conto termico, ossia un contributo variabile in base alla zona climatica e alla potenza installata della stufa, erogato in due anni, che si rivolge solo alle sostituzioni di apparecchi già installati: stufe a legna o vecchie stufe a pellet per le caldaie, caldaie a biomassa o a gasolio e gpl solo per le aziende agricole.

Al di là del rincaro degli ultimi mesi, se si prova a paragonare l’alimentazione di una caldaia a metano e quella di una stufa a pellet, si deve considerare che un sacco/confezione di quest’ultimo di 15 kg, costa circa 5 euro, e va benissimo per riscaldare un locale di 30mq. Facendo un rapido calcolo alla fine si potrebbero risparmiare all’incirca all’anno 50 euro. Ovviamente un costo aggiuntivo potrebbe essere appunto quello della stufa che se poco prestante e mal regolata vanificherebbe il margine di risparmio; di 200 euro all’anno invece sarebbe il margine di risparmio su GPL e gasolio.

Qualcuno potrà comunque chiedersi il perché di tanta fatica e sforzo quando già madre natura ci fornisce il legno allo stato naturale che conosciamo tutti. La risposta è articolata in molteplici vantaggi che sono innegabili e che giustificano ampiamente la lavorazione del legno per produrre questo curioso tipo di energia pulita.

Dev’essere compreso infatti quando si parla di pellet, il problema dello smaltimento degli scarti di lavorazione delle segherie ed aziende correlate che producono grossi quantitativi di legname e tavolame; la segatura è certamente un materiale naturale ma quando si parla di enormi quantitativi diviene un vero problema ecologico smaltirla, per non parlare poi dei costi di trasporto e stoccaggio che le aziende devono sostenere.

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