Il nucleare torna in Italia

Il governo ha approvato il ritorno al nucleare: il via libera arriva dal Consiglio dei ministri con il consenso anche del ministero della Semplificazione normativa di Roberto Calderoli, che si affianca a quelli di Ambiente e Infrastrutture guidato da Matteoli.

L’intesa sui siti per le centrali nucleari sarà espressa dalla Regione previo parere del Comune interessato, che nominerà un suo rappresentante anche nell’eventuale Comitato interministeriale sostitutivo.

energia-pulita

Sul Dlgs ieri in serata era arrivato il parere favorevole con osservazioni della commissione Industria del Senato dopo che nel pomeriggio si erano espresse in modo analogo le commissioni riunite Attività produttive e Ambiente della Camera e la commissione Ambiente del Senato.

L’energia elettrica sarà prodotta dal nucleare, con impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché misure compensative e campagne informative al pubblico. 

I primi lavori nei cantieri potranno iniziare nel 2013 e la produzione di energia elettro-nucleare nel 2020.

Il Consiglio dei Ministri deciderà i siti nucleari, ma il governo non dirà agli italiani in quali regioni ed in quali città verranno costruite le centrali perché teme un boomerang elettorale nelle prossime elezioni.

Verranno riconosciuti benefici economici per le popolazioni, le imprese e gli enti locali dei territori interessati dalla realizzazione di impianti nucleari: i benefici consentiranno la riduzione della spesa energetica dei consumatori finali del territorio interessato, della Tarsu, dell’addizionale Irpef, dell’Irpeg e dell’Ici.

L’unico dubbio che emerge è il seguente: fra 10 rimarrà poco uranio: le fonti dicono che durerà 20 anni in più del petrolio. Certamente è più pulito ma sarà un investimento che avrà vita breve.

ha approvato il ritorno al nucleare: il via libera arriva dal Consiglio dei ministri con il consenso anche del ministero della Semplificazione normativa di Roberto Calderoli, che si affianca a quelli di Ambiente e Infrastrutture guidato da Matteoli.

L’intesa sui siti per le centrali nucleari sarà espressa dalla Regione previo parere del Comune interessato, che nominerà un suo rappresentante anche nell’eventuale Comitato interministeriale sostitutivo.

energia-pulita

Sul Dlgs ieri in serata era arrivato il parere favorevole con osservazioni della commissione Industria del Senato dopo che nel pomeriggio si erano espresse in modo analogo le commissioni riunite Attività produttive e Ambiente della Camera e la commissione Ambiente del Senato.

L’energia elettrica sarà prodotta dal nucleare, con impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché misure compensative e campagne informative al pubblico. 

I primi lavori nei cantieri potranno iniziare nel 2013 e la produzione di energia elettro-nucleare nel 2020.

Il Consiglio dei Ministri deciderà i siti nucleari, ma il governo non dirà agli italiani in quali regioni ed in quali città verranno costruite le centrali perché teme un boomerang elettorale nelle prossime elezioni.

Verranno riconosciuti benefici economici per le popolazioni, le imprese e gli enti locali dei territori interessati dalla realizzazione di impianti nucleari: i benefici consentiranno la riduzione della spesa energetica dei consumatori finali del territorio interessato, della Tarsu, dell’addizionale Irpef, dell’Irpeg e dell’Ici.

L’unico dubbio che emerge è il seguente: fra 10 rimarrà poco uranio: le fonti dicono che durerà 20 anni in più del petrolio. Certamente è più pulito ma sarà un investimento che avrà vita breve.

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