Il futuro delle offerte energia elettrica dopo l’addio della maggior tutela

Se ne parla da tempo. L’addio al mercato di maggior tutela è dietro l’angolo. Il “Ddl concorrenza” stabilisce che l’abolizione del mercato rappresentato dall’offerta fissa per chi usufruisce di energia elettrica senza aver espressamente scelto una offerta nel mercato libero sia fissata per il 2018. Questo comporterà la creazione da parte degli operatori di un’offerta standard con clausole di tutela. La differenza probabilmente continuerà ad essere il prezzo. Vediamo cosa cambia.

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Cosa succede dopo l'abolizione del mercato di maggior tutela?

La liberalizzazione del mercato dell’energia è libero a partire dall’1 luglio 2007. Da allora ogni utente può scegliere l’offerta che meglio lo aggrada secondo quanto predisposto dal decreto-legge n.73/07 (convertito con legge 3.8.2007, n. 125). La liberalizzazione è avvenuta in maniera un po’ tardiva rispetto al resto d’Europa, infatti le disposizioni hanno avuto carattere di urgenza. Quello che è ancora chiamato Servizio di Maggior Tutela trova applicazioni alle utenze domestiche e per piccole imprese. Il prezzo dell’energia elettrica è stabilito dall’Autorità per l’ Energia Elettrica e il Gas (AEEG). Nel tempo tali tutele sono venute in realtà meno in quanto per questioni di concorrenza e attrazione di nuovi clienti gli operatori hanno cominciato a proporre tariffe più vantaggiose.

Energia elettrica e comparazione

La volontà per il futuro è dunque di inserire almeno un’offerta standard tra le proposte di ogni operatore. Questo significa creare l’opportunità di comparare al 100% almeno un’offerta di fornitura, in concorrenza solo sul livello di prezzo. Ad oggi non è così in quanto la comparazione passa necessariamente attraverso una serie di altre caratteristiche dell’offerta come tempi di pagamento e altre clausole.

Orientandosi solo al mercato libero ad oggi, per effettuare una giusta comparazione vanno considerati effettivamente anche altri elementi come il prezzo bloccato per un certo periodo, sconti extra, origine dell’energia, termini di pagamento e via dicendo che influenzano quindi non solo economicamente ma anche qualitativamente una proposta da un’altra.

Alcuni esempi di tariffe energia elettrica apparentemente simili

Effettuando una comparazione che simula il consumo annuo di una famiglia di 3 persone che utilizza l’energia per alimentare tra i vari elettrodomestici, forno, lavatrice e frigorifero troviamo Eni ed Enel, il primo gestore con Eni Link, il secondo con Enel e-light.

Il costo stimato annuo con un consumo di 2690 kWh l’anno è in entrambi i casi (con un consumo al 50% diurno e 50% serale-notturno) pari a 481/482 euro. Le offerte dunque potrebbero sembrare tutto sommato uguali. Andando a vedere le caratteristiche si scoprono alcune peculiarità.

Eni Link:

  • tariffa monoraria
  • costo 0,04700 €/kWh
  • 25 euro di sconto iniziale (promozione Energia Azzurra)
  • prezzo della componente energia bloccato per 1 anno

Scopri Eni Link »

Enel e-light:

  • tariffa monoraria
  • costo 0,04190 €/kWh
  • energia verde

Scopri E-light di Enel »

Si nota subito che il prezzo è effettivamente differente ma non si discosta troppo. Alcune caratteristiche sono simili, ma altre invece  potrebbero influenzare la scelta di una piuttosto che l’altra offerta. Per i più attenti all’ambiente ad esempio, la garanzia di poter usufruire di energia proveniente da fonti rinnovabili potrebbe essere un “must”. Questi propenderanno probabilmente per Enel. Parallelamente chi propende per avere maggiori garanzie sul portafoglio potrebbe preferire Eni link che garantisce il blocco della tariffa per almeno 1 anno, mettendo al riparo da eventuali aumenti. Queste differenze e peculiarità rendono le offerte non esattamente comparabili solo per quanto riguarda il prezzo.

Con l’introduzione di una offerta standard per operatore ci sarà in futuro la garanzia invece, a parità di condizioni, di poter comprare la tariffa solo per quanto riguarda la spesa.

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