Il futuro del gas passa dall’Africa per eni

Claudio Descalzi, amministratore delegato di eni, ha ribadito nei giorni scorsi la centralità dell’Africa per le nuove politiche di approvvigionamento del gas, durante l’incontro «L’energia del futuro. Nuove fonti e nuovi mercati per Stati Uniti ed Europa» organizzato da Aspen Institute e dalla stessa eni.

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Secondo l'ad Descalzi va sfruttato un corridoio nord-sud in alternativa a quello est-ovest

Durante l’incontro, Descalzi ha parlato di «un corridoio Nord-Sud che è un’alternativa a quello Est-Ovest», uno dei punti su cui l’Europa dovrebbe organizzare la propria strategia energetica. In particolare l’Africa e l’area mediterranea sono ideali perché zone con molta energia e poca domanda, in modo da creare «un’alternativa virtuosa con un’energia che non è cara».

Il gap con gli Stati Uniti va colmato dall’Europa mettendo «a fattor comune tutte le proprie installazioni», connettendo la rete di trasporto e gli stoccaggi e basandosi su un quadro regolatorio comune.
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Per l’ad di eni è fondamentale puntare sul mercato domestico per la produzione: «Possiamo raddoppiare la produzione nazionale con un investimento tra i 15 e i 18 miliardi e penso che con le nuove regole potremmo farlo».

Tra le sfide che eni dovrà affrontare quest’anno c’è l’ampliamento del portafoglio di contratti, che in Africa a oggi già comprende Libia, Algeria, Congo, Angola e Ghana, oltre al Mozambico, dove però le fluttuazioni di prezzo stanno rendendo gli investimenti troppo onerosi.

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