Il diritto all’oblio deve essere garantito

Il diritto all’oblio su internet è la garanzia che – decorso un certo lasso temporale – le informazioni riguardanti i propri trascorsi giudiziari non siano più direttamente attingibili da chiunque.

Bisogna definire i limiti che garantiscono la piena libertà di informazione creando una correlazione diretta tra l’entità della sentenza ed i tempi liberi dell’informazione. La Rete a differenza della carta stampata lavora per addizione ed i fatti nuovi vanno a stratificarsi su quelli vecchi e i motori di ricerca mettono a disposizione tutto e sempre nelle mani di quanti ne formulano specifica query.

Le immagini e i dati devono essere definitivamente rimossi e cancellati quando è trascorso un anno dal momento in cui è stata pronunciata sentenza di non luogo a procedere, se è stato pronunciato decreto di archiviazione o se è intervenuta sentenza definitiva di proscioglimento, anche a seguito di revisione.

Va ricordato come già nel 2006 il Garante per la Privacy richiamò Google sull’argomento, aprendo ufficialmente il dibattito sul diritto all’oblio nella sua dimensione online. Spiegava ai tempi il Garante: «le informazioni presenti nei motori di ricerca devono essere aggiornate. Il diritto delle persone ad essere rappresentate su Internet con informazioni esatte deve essere sempre garantito in rete, anche fuori delle pagine web che per prime pubblicano i dati. In alcuni casi, il rischio è quello di arrecare seri danni agli interessati.

all’oblio su internet è la garanzia che – decorso un certo lasso temporale – le informazioni riguardanti i propri trascorsi giudiziari non siano più direttamente attingibili da chiunque.

Bisogna definire i limiti che garantiscono la piena libertà di informazione creando una correlazione diretta tra l’entità della sentenza ed i tempi liberi dell’informazione. La Rete a differenza della carta stampata lavora per addizione ed i fatti nuovi vanno a stratificarsi su quelli vecchi e i motori di ricerca mettono a disposizione tutto e sempre nelle mani di quanti ne formulano specifica query.

Le immagini e i dati devono essere definitivamente rimossi e cancellati quando è trascorso un anno dal momento in cui è stata pronunciata sentenza di non luogo a procedere, se è stato pronunciato decreto di archiviazione o se è intervenuta sentenza definitiva di proscioglimento, anche a seguito di revisione.

Va ricordato come già nel 2006 il Garante per la Privacy richiamò Google sull’argomento, aprendo ufficialmente il dibattito sul diritto all’oblio nella sua dimensione online. Spiegava ai tempi il Garante: «le informazioni presenti nei motori di ricerca devono essere aggiornate. Il diritto delle persone ad essere rappresentate su Internet con informazioni esatte deve essere sempre garantito in rete, anche fuori delle pagine web che per prime pubblicano i dati. In alcuni casi, il rischio è quello di arrecare seri danni agli interessati.

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