Il digitale ai tempi della Russia moderna

Fare business su internet è un alternativa che tutti vedono come papabile, buona e utile in un momento di crisi. Internet lascia un po’ a tutti ancora l’impressione di essere una grandissima opportunità. Sarebbe folle non credere questo concetto possibile, ancora più folle pensare di essere gli unici a pensarlo. Ma c’è un paese dove tutto sembra andare un po’ al contrario di tutto, questo paese si chiama Russia.

Ne fa le spese l'astro nascente del digitale in Russia, Pavel Durov, l'inventore di VKontakte e di Telegram

Skolkovo in Russia è la Silicon Valley di quelle parti, il posto ideale per qualsiasi giovane startupper che nell’ex unione sovietica è disposto a credere in un sogno e a dare tutto. Peccato che come Skolkovo non funzioni benissimo, o meglio non funzioni come la Silicon Valley, in Russia ci sia anche il brutto vizio di allontanare coloro che sarebbero i protagonisti di questa rinascita digitale che Putin e compagni auspicavano per la grande madre Russia.

Pavel Durov, che in Russia ha lo stesso appeal di Mark Zuckerberg negli States,fondatore e CEO del social network russo VKontaktecon oltre 100 milioni di utenti, ha dichiarato che “la Russia al momento è un paese incompatibile con i business legati alla Rete”.

L’allontanamento di Durov, secondo le dichiarazioni del 29enne fondatore di VKontakte, sarebbe semplicemente il culmine di un periodo di divergenze. La questione è strettamente legata ai fondi della creatura del giovane startupper, finanziamenti che dipendono, secondo alcune voci, da certi strani legami con il Cremilino. Pare che Durov non avendo accettato questa vicinanza, sia stato mandato via, quasi per precauzione.

Durov ha fatto sapere che il social network è in pratica nelle mani di Alisher Usmanov e Igor Sechin, imprenditori che solo di recente si sono avvicinati al business della Rete, amici intimi di Putin.

La questione ucraina degli ultimi mesi non è stata soltanto la cornice di un delicato momento storico peraltro.
Seconodo Durov infatti VKontakte negli ultimi mesi per la Russia sarebbe diventato un importantisimo canale di osservazione per monitorare gli umori dell’Ucraina. Durov si è fatto sentire con il Cremilino proprio a questo proposito, negando l’accesso ai dati utili all’identificazione di alcuni cittadini ucraini, ma anche rifiutando di ridurre al silenzio alcune pagine che non piacevano alle autorità russe.

La questione Durov è stata vista all’opinione pubblica come una contraddizione verso il “protettivo” controllo dei media che in Russia non pare proprio voler cessare, soffocando l’innovazione di certe buone idee come Skolkovo. Un atteggiamento questo assolutamente non digerito dall’astro nascente del digitale made in Russia che ha pagato con il licenziamento.

Durov ha comunque dichiarato che il suo impegno d’ora in avanti sarà rivolto a Telgram, applicazione che come Whatsapp si occupa di messaggistica online; dove quando gli chiesero quale di fatto fosse il pregio più grande di questa sua nuova start up, non mancò di rispondere che era proprio la grande privacy che si garantisce agli utenti nello scambio dei propri messaggi online.

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