Il canone Rai va pagato per la seconda casa? 

La normativa in vigore a proposito del pagamento del canone Rai prevede che siano previste alcune esenzioni, ovvero dei casi nei quali l’importo dovuto per il possesso di un televisore non dovrà essere corrisposto. Come funziona nel caso delle seconde case? Scopriamolo insieme. 

Il canone Rai va pagato per la seconda casa? 

Il canone Rai viene, da alcuni anni, associato alla bolletta della luce: questo significa che nel momento in cui si riceve la bolletta della luce ci sarà un’apposita voce indicante il costo del canone Rai

Quest’ultimo ha un importo totale pari a 90 euro, che vengono suddivisi in 10 rate da 9 euro ciascuna (le quali diventano 5 rate da 18 euro qualora si ricevesse fatturazione bimestrale). 

Il canone Rai si paga per il mero possesso di un televisore, ma come funziona nel caso delle seconde case, nelle quali si potrebbe anche avere una TV (o diverse)? Si dovrà comunque pagare il canone Rai? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza in merito. 

Canone Rai: si paga per la seconda casa?

Prima di rispondere a tale domanda, è precisare che:

  • il canone Rai dovrà essere pagato una sola volta per singolo nucleo familiare;
  • anche se si possiedono più televisori in casa, si dovrà sostenere il canone una sola volta;
  • il canone viene addebitato sulla bolletta della luce relativa a un’utenza domestica residente

Lo stesso cliente non potrà mai possedere due contratti luce di questo tipo in quanto ha una sola residenza anagrafica. Questo significa che l’utenza che sarà stata attivata nella seconda casa sarà di tipo non residente

Ne consegue, dunque, che il canone Rai non sarà previsto nell’ipotesi in cui si avesse una seconda casa. Sulla base di quanto appena esposto, risulta fondamentale verificare i dati relativi alla bolletta della luce che si riceve per la seconda casa. 

In particolare, della sezione in cui sono indicati i dati della fornitura ed è presenta la voce Tipologia di Cliente, dovrebbe essere presenta la dicitura Utenza domestica non residente.

Nel caso in cui, invece, ci fosse scritto Utenze domestica residente si tratterebbe di un errore e si rischierebbe di dover sostenere il canone Rai per ben due volte, quando invece il pagamento non è previsto per la seconda casa. 

Risparmia sulla bolletta luce»

Come modificare i dati sulla bolletta della seconda casa

Nell’eventualità in cui ci si dovesse ritrovare nello scenario appena descritto, sarà necessario procedere con la modifica dei dati della bolletta della luce relativa alla seconda casa. Qual è la procedura da mettere in pratica? 

La rettifica di quanto riportato in fattura è davvero molto semplice: si dovrà contattare il proprio fornitore, e chiedere che il dato errato venga cambiato con quello esatto, ovvero che sia trasformato in un’utenza domestica non residente

Dopo aver effettuato tale modifica, si potrà avere la certezza che il canone Rai non sia più addebitato sulla bolletta della luce relativa alla seconda casa. A questo punto, c’è anche un’altra questione da chiarire in merito alla differenza tra una bolletta di tipo residenziale e non. 

Nella pratica, le utenze domestiche non residenti prevedono degli oneri di sistema sia in quota fissa sia in quota energia, mentre sulle utenze domestiche residenti vengono applicati soltanto gli oneri di sistema in quota energia

Nel concreto, questa differenza si traduce con il fatto che le bollette relative alle utenze di tipo residenziale siano meno care rispetto a quelle previste per le seconde case.

A conti fatti, dunque, chiunque si ritrovi nella situazione di pagare un’utenza residenziale per la seconda casa, potrebbe dover versare al proprio fornitore le cifre che sono state risparmiate – per errore – nel corso degli anni. 

Aggiornare la tipologia di utenza relativa alla seconda casa risulta dunque fondamentale per due motivi:

  • non pagare due volte il canone Rai;
  • evitare di dover sostenere dei maxi conguagli in un secondo momento. 

Canone Rai seconda casa: ricapitolando

Alla luce di quanto detto finora, è possibile riassumere la situazione relativa al pagamento del canone RAI in una tabella. 

Prima Casa Seconda Casa Seconda Casa
Utenza domestica residenziale Utenza domestica non residenziale Utenza domestica residenziale
Si paga il canone Rai Non si paga il canone Rai Si paga il canone Rai, ma si tratta di un errore in quanto l’utenza domestica prevista per la seconda casa è di tipo non residenziale. In questo caso, sarà necessario modificare i propri dati. 

Nell’ipotesi in cui fosse stato pagato il canone Rai per errore, è possibile inviare una richiesta di rimborso

Quando si paga il canone per la seconda casa

Esistono dei casi in cui è previsto il pagamento del canone per la seconda casa? Sulla base di quanto detto fin qui, la risposta è negativa. 

Tra le situazioni più comuni alle quali di solito si va incontro, rientra la seguente: due coniugi formano un solo nucleo familiare e condividono la residenza.

Tuttavia, sono titolari di due contratti residenti. Il primo è intestato al marito sulla prima casa, mentre il secondo alla moglie sulla seconda casa. Ricevono, dunque, due diverse bollette in ognuna delle quali viene addebitato il canone Rai. 

In questa casistica, si possono fare due cose:

  • rettificare i dati relativi alla bolletta luce della seconda casa, rivolgendosi direttamente al proprio fornitore;
  • inviare l’apposito modulo di esenzione dal canone all’Agenzia delle Entrate, ricordando che dovrà essere compilato il Quadro B. 

Potrebbe anche capitare che nella seconda casa sia al contempo attivo un contratto luce di tipo residenziale, ma non si abbia alcun televisore. In questa evenienza, si dovrà compilare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione, la quale dovrà essere inviata all’Agenzia delle Entrate. Si dovrà compilare, nello specifico, il quadro A, attraverso il quale si dichiara di non essere in possesso di un appparecchio TV. 

Il modulo di esenzione dovrà essere inviato ogni anno, a patto che la condizione per la quale non si dovrà pagare il canone Rai sia rimasta immutata. Ci sono poi altri soggetti che non sono tenuti a pagare il canone Rai, quali per esempio:

  • gli over 75 che abbiano un reddito proprio e del coniuge non superiore agli 8.000 euro;
  • i militari delle forze armate italiane;
  • gli agenti diplomatici e consolari;
  • i rivenditori e i negozi in cui vengono riparate TV. 

Come risparmiare sulla bolletta della luce

Abbiamo detto che il canone Rai costituisce un importo fisso, pari a 90 euro, che, tranne nei casi di esenzione citati finora, ogni nucleo familiare con utenza di tipo residenziale è tenuto a sostenere. 

Si tratta, dunque, di una quota fissa, presente sulla bolletta della luce, alla quale si aggiungono altre spese fisse, quali:

  • gli oneri di sistema;
  • il costo del trasporto della materia prima;
  • l’IVA. 

Quello che dipende dai consumi dell’utente non è, quindi, il 100% di quanto si paga in bolletta. Per questo motivo, nel caso in cui si volesse risparmiare sulla bolletta della luce, la migliore soluzione consiste nel trovare un fornitore del mercato libero con prezzi più convenienti rispetto a quelli della Maggior Tutela.

Quello attuale rappresenta davvero un ottimo momento per effettuare il passaggio al mercato libero (che sarà obbligatorio per tutti dal 1° gennaio 2023) in quanto:

  • i prezzi del mercato tutelato non hanno fatto altro che aumentare nel corso degli ultimi mesi e sono stati stimati rincari pari al 40% a partire dal mese di ottobre 2021;
  • il 40% delle offerte disponibili sul mercato libero garantisce un risparmio certo rispetto al mercato tutelato;
  • il passaggio è gratuito e immediato e non comporta l’interruzione della fornitura. 

Per riuscire a individuare la migliore offerta luce fra tutte quelle disponibili in commercio, si consiglia di utilizzare un comparatore di tariffe, attraverso il quale si potranno conoscere in pochi minuti i vantaggi effettivi che vengono proposti dai vari fornitori. 

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Lo strumento è davvero molto semplice da utilizzare e permette di effettuare delle simulazioni partendo dai propri dati reali di consumo, o inserendo parametri quali il numero di persone presenti in casa e gli elettrodomestici dai quali derivano principalmente in consumi. 

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