I numeri della possibile fusione Wind-Tre

Come ricostruito da Corriere delle Comunicazioni, anche i numeri e i conti di Wind e Tre spingerebbero per la tanto vociferata fusione tra i due operatori, rilanciata pochi giorni fa da Il Giornale. Secondo le indiscrezioni, infatti, nella sede londinese di Deutsche Bank si è tenuto l’incontro tra i vertici di VimpelCom, che controlla Wind, e del gruppo cinese Hutchinson Whampoa, socio di maggioranza in quasi tutte le reti Tre.

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Tra i nodi da sciogliere la governance e l'elemento reddituale

Le situazioni finanziarie delle due società sono infatti piuttosto diverse. Wind portava in dote un debito molto elevato con conseguenti interessi, ma tra l’iniezione di liquidità di VimpelCom (nell’ordine dei 500 milioni di euro) e i maxi bond in due tranche emessi l’anno scorso ora l’operatore può puntare sul rifinanziamento delle obbligazioni di tipo senior secured con scadenza 2018 e all’ottimizzazione dei flussi di cassa.
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Per quanto riguarda invece Tre, la situazione reddituale è ancora deficitaria, e questo potrebbe essere uno dei punti su cui farà leva VimpelCom per ottenere una joint venture di pari rappresentanza.
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Proprio l’elemento reddituale era stato uno degli ostacoli più importanti nelle passate trattative, oltre alla governance. Se andasse finalmente in porto l’operazione il polo potrebbe vantare su 7 miliardi di ricavi e 33 milioni di utenti, in gran parte portati da Wind, portando inoltre a un atteso consolidamento di un mercato, quello delle tlc italiane, considerato troppo frammentato.

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