I grandi affari del made in Italy in Libia

I grandi affari del made in Italy in Libia esistono da sempre, ma adesso un’impennata clamorosa dei consumi di prodotti italiani caratterizza la situazione libica. Dopo Gheddafi le aziende italiane in Libia hanno fatto grandi, grandissimi affari, tanto che l’export ha toccato il massimo storico: 2,87 miliardi di euro con un 19,3% in più rispetto al 2012. Vediamo il perché.

Boom dei prodotti italiani in Libia

L’ultimo record di “export italiano” risaliva al 2010, da lì in poi una netta crescita di consumi, esportazioni di marchi, sapori e mode tutte all’italiana, per un paese, la Libia, che del resto ha sempre subito il fascino di un’ipotetica e anacronistica se vogliamo, “dolce vita”. L’impennata dei consumi è merito del boom di quelli privati, i nuovi ricchi, pochi, comprano. Un esempio pratico negli ultimi mesi è l’export di pasta italiana che è salito al 157% superando ogni aspettativa.

Negozi, bar, insegne, e tanto made in Italy ovunque, si scorge tra le mille strade di Tripoli. Una ex colonia affezionata o il grande affare italiano del post-Gheddafi? Anche l’Ice (Istituto di Commercio Estero) sottolinea quanto in Libia il fermento verso in nostri prodotti sia in nettissima crescita.

La Libia dopo la guerra civile vive ancora giornate difficili. L’energia, e tutta la questione legata al petrolio e il gas rappresentano il problema più grosso per un paese che fa fatica a risorgere, a discapito di un potenziale energetico davvero impressionante. Gli appalti nel settore pubblico sono bloccati, un clima di disorganizzazione e tensione regna costante e diverse opere pubbliche sembrano impossibili da portare a termine.

La famosa autostrada che “porterebbe fino in Italia”, è stato l’appalto più ghiotto dopo il conflitto, se l’è aggiudicato un consorzio di imprese italiane capitanate da Salini-Impregilo, per un’opera che oltre che restare alla storia diventerà serissimo grattacapo di ingegneri e architetti che non sanno nemmeno quando inizieranno i lavori.

Per un paese, che non può che non guardare al futuro, l’export è una questione per forza di cose rilevante. Crescono dunque i consumi di prodotti italiani, ma si difendono bene quelli turchi e cinesi. La Turchia infatti ha beneficiato di un grande incremento di consumi in Libia proprio come quello dei consumi nostrani, un beneficio dovuto da una buona qualità della merce e dall’accessibilità dei prezzi, più bassi di quelli italiani.

E mentre il governo di Ankara ha quasi concluso l’addestramento delle forze libiche addette alla sicurezza, gli italiani hanno appena iniziato il loro compito in quel di Cassino e Persano, con la consapevolezza che è comunque sempre l’Italia il più grande fornitore dell’ex “regno di Gheddafi”

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