I conti di Apple in Italia tornano

Apple stupisce sempre, anche quando “banalmente” si parla di Fisco. Sono stati tanti i successi della prodigiosa azienda di Steve Jobs e non sono mancate le affermazioni totali anche in Italia, un grosso business dagli importantissimi introiti e poche, poche tasse. I dati parlano chiaro, dopo un 2012 timido, Apple ha chiuso il bilancio dello scorso anno in fortissima impennata anche in Italia.

Secondo alcuni rumors, iPhone 6 sarebbe disponibile già ad agosto
Secondo alcuni rumors, iPhone 6 sarebbe disponibile già ad agosto

Quando si parla di tasse ecco che alle volte i big del digitale si fanno cogliere impreparati. O meglio, molto preparati a far leva su principi che spesso e volentieri vanno in contrasto con le leggi del luogo dove fiorisce il loro meraviglioso e ricchissimo business. Il 28 Settembre 2013, Apple ha chiuso un bilancio nettamente positivo. Spicca infatti il fatturato di Apple Retail, che si afferma entro i nostri confini come la più cospicua fonte di reddito per Cupertino.

I 14 negozi italiani infatti rendono benone, sono stati fatturati 302 milioni di euro e tornare in utile dunque è stato un attimo, + 2,4 in confronto ad un – 9 milioni di euro del 2012. Imposte pagate al Fisco, 3 milioni. Anche Apple Spa avanza e incassa 662 mila euro con un utile di 86.529, 47 mila da non considerare, che rappresentano l’importo saldato all’erario.

Unica nota dolente in termini di fatturato la riscontra Apple Italia, che in pratica è la società che fornisce supporto alle holding estere del gruppo, quelle che di fatto poi avrebbero un’operatività diretta proprio nel nostro paese. L’utile di Apple Italia è l’unico realmente in discesa, il calo è stato evidente, e la perdita cospicua: circa 9,6 milioni di euro. Dai 10,7 milioni di euro del 2012, Apple Italia ha dovuto sborsare 4,8 milioni al Fisco.

Ma il punto delicato per Apple Italia è proprio riguardante quest’ultimo importo. A fine dell’Ottobre scorso ad Apple, da parte della Procura di Milano, era stato contestato il reato di dichiarazione dei redditi fraudolenta. Secondo il pubblico ministero all’appello mancavano nientemeno che 1 miliardo e 60 milioni di euro, che Apple pare avesse nascosto da qualche parte. In gergo tributario si tratterebbe di quegli elementi, per così dire attivi, facenti parte della formazione dell’imponibile.

La società però ha pronunciato parole di conforto a riguardo, non a caso si legge in una nota insita nel bilancio “la società ribadisce piena fiducia nell’operato dei suoi dipendenti e nella liceità della condotta sotto indagine”. Non ci resta che attendere i risvolti di una vicenda che come tutte quelle dei “casi Apple” rischia di essere più lunga degli immemorabili tempi della giustizia italiana, affinché i conti tornino del tutto, Cupertino è infatti capace di attendere anche a lungo, molto a lungo…

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