I comuni valutano la discesa al 33% di Hera

Da tempo si parla delle discesa dei soci pubblici nel capitale di Hera, dal 51% attuale al 35% o 33%. Sono molti, però, i comuni che hanno una partecipazione nella multiutility emiliano-romagnola, il che rende l’operazione particolarmente complessa anche se si tratta di uno dei temi cruciali per il 2015 di Hera.

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I soci pubblici starebbero valutando varie opzioni per la discesa nel capitale

A dirlo era stato lo stesso presidente di Hera, che nel mercato consumer opera per energia e gas come Hera Comm. Secondo Tomaso Tommasi di Vignano, infatti, «si tratta di un grande tema del periodo, ma non c’è nulla di definito. Le decisioni devono ancora essere prese e, se verranno decise, saranno il tema di quest’anno». I comuni coinvolti sono del resto ben 98, e una discesa nel capitale permetterebbe di liberare risorse per le amministrazioni.

Per l’amministratore delegato di Hera, Stefano Venier, i soci stanno valutando varie opzioni per la discesa nel capitale. Qualche giorno fa il sindaco di Bologna Virginio Merola aveva detto a Reuters che «il patto sta considerando di vendere gradualmente la propria quota in Hera in un periodo di 3 anni, scendendo intorno al 33%».
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Un’altra indiscrezione raccolta da Reuters da una fonte vicina ai comuni azionisti sostiene che si sta lavorando sui possibili effetti della legge di stabilità, oltre alle ricadute tecniche dell’eventuale introduzione del voto plurimo e al mantenimento del controllo pubblico anche con un patto di sindacato sotto il 51% del capitale. Per questi motivi il patto è stato rinnovato solo per altri sei mesi.

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