Guida tra certificazioni e prestazioni energetiche, decreti per le rinnovabili e calendari europei

L’Europa ha svolto un ruolo cruciale per il processo normativo (Direttive 2002/91 e 2006/32) , stabilendo i criteri per il calcolo dei rendimenti energetici degli edifici ed i relativi requisiti minimi obbligatori, il sistema di certificazione, l’obbligo di effettuare ispezioni costanti e  lo sviluppo delle rinnovabili in edilizia. Ecco una breve guida rispetto agli obblighi in edilizia, ai calendari da rispettare per essere a norma europea e il cosiddetto “Decreto Rinnovabili”.

Calendari per l'efficienza energetica delle nostre case

Certificazioni energetiche

Il D.Lgs. 311/2006 ha previsto, a partire dal 1° luglio 2007, l’obbligo di certificazione energetica per gli edifici esistenti superiori a 1.000 m2, dal 1° luglio 2008 è stato esteso a tutti gli edifici e dal 1° luglio 2009 alle singole unità immobiliari nel caso di trasferimento della proprie.

Per ottenere la dichiarazione di abitabilità è necessario che ogni edificio abbia l’indicazione della classe energetica di appartenenza (ACE). Le prestazioni dell’edificio, o del singolo appartamento, vengono classificate attraverso una scala (dalla classe A+ alla G).

Per essere di classe A un edificio deve consumare meno di 29 KWh/mq all’anno; in classe B si è dai 58 ai 29 KWh/mq; e così via fino alla classe G che consuma più di 175 KWh/mq. La classe G è l’ultima e per assurdo, due edifici in classe G potrebbero rispettivamente consumare 180 KWh/mq e 360 KWh/mq, ovvero uno il doppio dell’altro.

Attraverso l’ACE l’acquirente o locatario può conoscere i consumi annui, calcolati grazie a misurazioni oggettive che non tengono conto dei comportamenti dei singoli e/o delle condizioni climatiche. Tale scelta deriva da iniziative  già consolidate in Europa,  come la classificazione energetica degli elettrodomestici. Nell’ACE il certificatore, oltre a dare un giudizio sull’efficienza energetica dell’immobile, potrà riportare anche i possibili interventi per migliorarla indicando il livello che si potrebbe raggiungere e gli anni necessari a recuperare l’investimento.

Il certificato energetico ha validità massima di dieci anni (ma in caso di lavori che modifichino la prestazione energetica dell’edificio sarà necessario rifarlo), è poi condizione necessaria per l’ottenimento di una serie di agevolazioni fiscali per ristrutturare gli edifici e  migliorarne la classe energetica.

Confronta le offerte di energia elettrica

Prestazioni energetiche

Dalla certificazione energetica si passerà all’attestato di Prestazione energetica. Già il Decreto legge del 31 maggio 2013 interviene sulla metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici e, in presenza diverse fonti di produzione di energia, rende obbligatorio definire i diversi fattori di conversione e la procedura di calcolo. Inoltre il fabbisogno energetico annuo globale deve essere calcolato per ogni servizio energetico (riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, illuminazione).

Nuova edilizia: calendario degli obblighi di prestazioni energetiche

2009: Obbligo di prestazioni energetiche per il raffrescamento estivo pari a 40 kWh anno in zone climatiche A e B e 30 kWmq in zone climatiche C,D,E, e F

2011: Obbligo di prestazioni comprese tra classe di prestazione energetica C e D per la climatizzazione invernale

2019: Edifici pubblici a “energia quasi zero”, il rimanente fabbisogno di energia deve essere soddisfatto con energie rinnovabili. La Direttiva europea del 31/2010 infatti stabilisce che il 2019 sia l’anno di scadenza per arrivare a nuovi edifici pubblici neutrali dal punto di vista energetico

2021: Lo stesso vale per gli edifici privati. Il 2012 è l’anno di scadenza per arrivare a nuovi edifici privati neutrali dal punto di vista energetico.

 Decreto rinnovabili

La novità normativa degli ultimi anni per l’Italia è quella relativa al “Decreto Rinnovabili” (DL 28 del 2011) entrato in vigore il 1o Giugno 2012. Grazie a questo provvedimento per i nuovi edifici e nei casi di ristrutturazioni è diventato obbligatorio fare ricorso all’energia rinnovabile almeno per il 50% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria ed in aggiunta soddisfare sempre da fonti rinnovabili la somma di parte dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento in quantità sempre più crescenti. Il Decreto stabilisce vincoli importanti anche per la parte elettrica dei fabbisogni degli edifici. L’obbligo riguarda l’installazione di impianti da fonti rinnovabili proporzionalmente alla grandezza dell’edificio. Per tutti gli edifici pubblici questi requisiti vengono incrementati del 10%.

Confronta le offerte per riscaldare casa

Ecco una calendario delle scadenze italiane ed europee

Obbligo di soddisfacimento delle rinnovabili termiche

  • per fabbisogno di acqua calda:

dal 1 giugno 2012 fino al 1 gennaio 2017: 50%

  • per fabbisogno per l’cqua calda + riscaldamento + raffreddamento:

dal 1 giugno 2012: 20%

dal 1 gennaio 2014: 35%

dal 1 gennaio 2017: 50%

Obbligo di soddisfacimento delle rinnovabili elettriche

  • La potenza elettrica degli impianti alimentati da fonti rinnovabili deve essere:

dal 1 giugno 2012: 1kW per ogni unità abitativa, 5Kw per gli edifici industriali dal 100 mq
dal 1 gennaio 2014: 1,2 kW per ogni unità abitativa e 5kW per gli edifici industriali da 100 mq in su
dal 1 gennaio 2017: 1,6 kW

Commenti Facebook: