Green Act, Legambiente presenta gli 11 punti del suo piano anti-crisi

Fiscalità ambientale, città, bonifiche, energia, rifiuti, mobilità nuova, trasporti, dissesto idrogeologico, natura, turismo, fondi strutturali: ecco i settori dove bisogna puntare per far ripartire l’Italia secondo Legambiente. L’Associazione ha presentato al Governo un piano anti-crisi con ben 11 misure che potrebbero approvarsi oggi e sbloccare il Paese.

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Green Act: tutte le misure da subito realizzabili che potrebbero far ripartire l'Italia

Il Green Act che serve all’Italia deve rappresentare una scossa e aprire un nuovo indirizzo di politica economica, fiscale, industriale, culturale”. Sono le parole del presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, in occasione della presentazione a Roma di nuove proposte e misure da subito operative, e che potrebbero far ripartire l’Italia. L’associazione ambientalista ha presentato il suo Green Act, un documento che contiene 11 schede e altrettanti argomenti fondamentali di un piano anti-crisi.

Serve un disegno strategico – ha spiegato il presidente Legambiente – che avvii un percorso organico fatto di misure concrete, da subito operative per realizzare quel cambio di passo necessario a rompere con le idee di sviluppo del Novecento, perché dal boicottaggio delle rinnovabili allo Sblocca Italia non c’è stato nessun segnale di cambiamento, come se questi temi non fossero urgenti e non rappresentassero una parte sostanziale del rilancio del Paese”.

Sono interventi, spiega Legambiente, che richiedono semplificazioni e l’instaurazione di un sistema di controlli efficace e omogeneo su tutto lo Stivale. Alcune sono misure a costo zero, mentre per altre basta ridistribuire gli investimenti pubblici e riorganizzare le priorità della spesa pubblica.

Di seguito, elenchiamo gli 11 punti del piano anticrisi e le proposte di Legambiente, come riportato dal portale Rinnovabili.it.

Green Act: le proposte Legambiente

1. Fiscalità ambientale: “chi inquina paga, chi innova risparmia“.

  • Adeguare i canoni delle concessioni demaniali;
  • Eliminare i sussidi alle fonti fossili (5,7 miliardi di euro all’anno);
  • Eliminare la possibilità per i Comuni di utilizzare gli oneri di urbanizzazioni per le spese correnti;
  • Applicare subito l’Articolo 15 della Delega Fiscale (fiscalità ambientale ed energetica).

2. Città: rigenerazione delle città metropolitane italiane, dove vivono 20 milioni di persone.

  • Una struttura di missione per indirizzare e coordinare interventi di rigenerazione urbana;
  • Disincentivare consumo del suolo, incentivare e semplificare le procedure per la riqualificazione dei condomini;
  • Rendere operativo il fondo per l’efficienza energetica e stabilire i criteri per l’accesso di privati e enti pubblici;
  • Escludere dal patto di stabilità gli interventi di riqualificazione energetica e antisismica del patrimonio edilizio pubblico;
  • Approvare subito il DL in materia di “Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato”.

3. Bonifiche: Sono oltre 100mila gli ettari di terreno da bonificare, di cui solo il 3% è stato ad oggi bonificato.

  • Istituire un fondo nazionale per le bonifiche dei siti orfani (modello Superfund);
  • Trasparenza negli appalti, legalità, fine dei commissariamenti, maggiori controlli ambientali;
  • Puntare sulle bonifiche in situ.

4. Energia: in Italia il 44% della produzione nazionale di energia elettrica deriva da fonti rinnovabili, con un’efficienza energetica +9,5% nel periodo 2000 – 2013.

  • Introdurre regole chiare e trasparenti per l’approvazione dei progetti da rinnovabili;
  • Garantire e semplificare l’autoproduzione di energia per Comuni, famiglie, aziende;
  • Cancellare miliardi di euro di sussidi alle fonti fossili dalle bollette.

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5. Rifiuti: il 37% dei rifiuti urbani viene conferito in discarica.

  • Penalizzare lo smaltimento in discarica con un aumento dei costi di conferimento (ecotassa);
  • Eliminare gli incentivi per il recupero energetico dai rifiuti;
  • Incentivare e premiare la riduzione dei rifiuti, il recupero di materia, gli acquisti verdi;
  • Rispetto delle scadenze e delle multe per gli obietti della raccolta differenziata.

6. Mobilità urbana: rappresenta il 97%  di tutti gli spostamenti.

  • Fissare target nazionali di spostamenti individuali su mezzi privati a motore, per ridurli drasticamente;
  • Far viaggiare in sede protetta e in corsie preferenziali almeno un terzo dei percorsi della rete di trasporto pubblico di superficie;
  • Introdurre nel nuovo Codice della Strada, attualmente in discussione in Parlamento, un nuovo limite di velocità a 30km orari su tutta la rete viaria dei centri abitati.

7. Trasporti: rispetto al 2009 le risorse per il trasporto pubblico su ferro e su gomma sono scese del 20%.

  • Priorità alla mobilità nelle aree urbane: 50% della spese per opere pubbliche;
  • Aumentare e ammodernare i treni in circolazione e rendere competitivo il servizio ferroviario;
  • Regioni: razionalizzare orari e linee, aumentare investimenti (5% del bilancio);
  • Superare il fallimento della Legge Obiettivo.

8. Dissesto idrogeologico: 6 milioni gli italiani vivono o lavorano in aree ad alto rischio idrogeologico.

  • Basta con i vecchi progetti rimasti nei cassetti per anni, serve qualità nella progettazione;
  • Non più difesa passiva ma politiche di prevenzione: spazio ai fiumi e naturalizzazione del territorio;
  • L’unità di missione garantisca l’efficacia a scala di bacino, non solo interventi puntuali;
  • Istituire le Autorità di distretto, con strumenti adeguati per raggiungere gli obiettivi delle direttive comunitarie;
  • L’adattamento ai cambiamenti climatici e la riduzione del rischio procedano insieme e non più su binari separati.

9. Natura: investire sulla biodiversità, parchi attirano il 3,7% dei pernottamenti (14 mln di presenze).

  • Garantire una fiscalità di vantaggio per le comunità che custodiscono i servizi ecosistemici;
  • Completare l’istituzione della Rete Natura 2000 e delle aree protette marine e terrestri;
  • Evitare nuove procedure di infrazione da parte dell’UE per la mancata applicazione delle Direttive in materia.

10. Turismo: ambiente e natura sono il primo fattore di fidelizzazione turistica.

  • Integrazione delle diverse vocazioni e risorse territoriali per diversificare e destagionalizzare;
  • Sostenere e incrementare i servizi per il turismo dolce e non motorizzato;
  • Incentivare l’adozione di un sistema di indicatori per la gestione sostenibile delle destinazioni;
  • Favorire l’acquisizione di competenze turistiche anche a professionisti di altri settori (agricoltori) e mettere ordine nei sistemi regionali delle guide turistiche.

11. Risorse europee 2014-2020: oltre 100 miliardi di risorse disponibili per il periodo 2014-2020.

  • Allocare almeno il 20% delle risorse disponibili per il clima il 5% per lo sviluppo urbano sostenibile;
  • Stabilire target ambiziosi e obbligatori per tutti i fattori fisici (es. tonn. di CO2 eq. di risparmio);
  • Semplificare i processi decisionali, mettere in atto sistemi di monitoraggio e verifica della spesa;
  • I fondi siano volano delle politiche ordinarie, per spenderli bene e spenderli tutti.

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