Governo incerto riguardo i conti correnti gratis per pensionati

Due settimane fa informavamo dei molteplici dubbi ed incertezze sui conti correnti gratis per pensionati. Adesso è il governo che non sembra sicuro riguardo questi nuovi strumenti finanziari, e negli ultimi giorni ci sono stati annunci e smentite sulla loro cancellazione. C’è chi afferma che i conti correnti a costo zero non ci saranno, c’è chi ancora afferma il contrario. In ogni caso, la decisione finale spetta al Parlamento.

I conti correnti gratis per i pensionati nascono dal decreto liberalizzazioni, il quale obbliga alle banche di offrirli ai clienti che percepiscono una pensione sotto i 1.500 euro mensili.

Gianfranco Polillo, sottosegretario all’Economia, ha dichiarato che questa misura sarebbe troppo onerosa per gli istituti di credito, e perciò l’esecutivo interverrà con un decreto per modificarla.

Ma subito dopo Claudio De Vincenti, sottosegretario allo Sviluppo economico, ha smentito che ci siano novità al riguardo, dichiarando che “Il governo è favorevole a modificare la norma sulle commissioni bancarie contenuta nel decreto liberalizzazioni se sarà il Parlamento a intervenire“.

De Vincenti ha poi spiegato che “La posizione del governo è nota quella sulle commissioni bancarie è una norma votata dal Parlamento. Naturalmente il parere del governo era contrario. Se il Parlamento riterrà di modificare la norma noi saremo assolutamente favorevoli a modificarla“.

Secondo Polillo però, se i conti correnti per pensionati a costo zero diventassero una realtà, i loro costi ripercuoterebbero sulle famiglie. In particolare, il sottosegretario ha spiegato che la norma potrebbe causare “un’ulteriore stretta creditizia che si riverbererebbe inevitabilmente sulle imprese e le famiglie“.

Ma ciò su cui nessuno parla è il costo che dovranno affrontare i pensionati, costretti ad aprire un conto corrente come conseguenza del decreto salva-Italia, che impedisce alle pubbliche amministrazioni di realizzare versamenti in contanti maggiori di 1.000 euro, pensioni incluse.

Naturalmente l’Abi, l’associazione bancaria italiana, sin dall’inizio si lamentava della misura, ritenendola anti-economica, e dunque facendo pressione sull’esecutivo. Secondo l’associazione, le banche perderebbero circa un miliardo di euro annui con questa misura.

L’Abi recentemente si è incontrata con rappresentanti di Pd, Pdl e Udc, e subito dopo è arrivata questa nuova decisione del governo. Chiaramente, le banche si sono accontentate di questa eventuale retromarcia dell’esecutivo. Il vicepresidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha detto a proposito che “Ci sono diverse soluzioni a breve (…) confidiamo nel dialogo tra Parlamento e Governo“. Infine, ha aggiunto che hanno trovato una grande “sensibilità” da parte delle forze politiche.

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