Google Wireless: ecco cosa cambia per operatori e utenti

Dopo rinvii e smentite, la notizia bomba è arrivata: Google negli Stati Uniti è ufficialmente diventato un operatore virtuale di rete mobile (MVNO), lanciando, anche se per ora solo tramite inviti, quel Project Fi di cui si è a lungo parlato nei mesi scorsi. Ora gli utenti americani, grazie alle partnership del colosso di Mountain View con alcuni dei principali operatori d’oltreoceano, potranno contare su una connessione capillare e innovativa, a un prezzo tutto sommato contenuto (soprattutto considerando la possibilità di pagare solo i megabyte effettivamente consumati).

Project-Fi
Con l'esordio di Google come MVNO il mercato telefonico sarà rivoluzionato

Che cos’è Project Fi

Lanciato in collaborazione con gli operatori “tradizionali” T-Mobile e Sprint, il Project Fi, di cui avevamo già parlato (e che dovrebbe essere disponibile, in fase iniziale, solo sul Nexus 6) punta a offrire una connessione Internet wireless stabile, veloce e soprattutto “trasparente”, in grado di individuare sempre la rete migliore.

In una determinata circostanza, ad esempio, la migliore connettività potrebbe essere messa a disposizione da un hotspot gratuito, ma cento metri più avanti il segnale potrebbe essere più forte e la connessione più veloce passando su una rete 4G LTE: Project Fi in questo caso è capace di trasferire la connessione da una rete all’altra senza che l’utente possa accorgersene.

Oltre alle partnership con gli operatori mobili, Project Fi permette l’accesso a oltre un milione di hotspot gratuiti, verificati da Google e dimostratisi veloci e affidabili.
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Comunicazione tra più dispositivi

Project Fi è innovativo non soltanto per quanto riguarda la stabilità di connessione e la capacità di saltare da una rete all’altra in modo praticamente invisibile per l’utente. Google sa bene che la comunicazione, ormai, non avviene soltanto tramite lo smartphone, ma anche computer e tablet sono parte integrante delle nostre interazioni con il prossimo. Ecco perché con Project Fi sarà possibile comunicare sulla rete e sul dispositivo preferiti: chi è connesso alla Wi-Fi di casa e sta conversando tramite Internet (con Skype o Whatsapp o le altre applicazioni VoIP) potrà continuare a parlare senza problemi anche uscendo dall’area di copertura della rete wireless, passando a una rete 4G.

Inoltre, il numero di telefono dell’utente non è tanto legato allo smartphone dell’utente quando, in un certo senso, “sospeso” nella nuvola: così è possibile parlare e mandare messaggi col proprio numero da qualsiasi dispositivo, sia questo uno smartphone, un tablet o un laptop. Niente paura, quindi, se dobbiamo ricevere una chiamata importante e non troviamo il cellulare: basta parlare con un altro dispositivo dotato di Google Hangouts.

Project Fi: dove, come, quando e quanto costa

Come detto, all’inizio Project Fi sarà disponibile soltanto per gli utenti americani, che possono fare richiesta per essere invitati a testare il servizio dal sito di Google.

Le tariffe partono da 20 dollari al mese per ricevere un pacchetto base (chiamate e messaggi illimitati, roaming in più di 120 Paesi) mentre per quanto riguarda la connessione 4G si pagheranno 10 dollari in più per ogni gigabyte (quindi 10 dollari per 1 GB, 20 dollari per 1 GB e così via). Ci sarà però una novità: visto che, per ammissione della stessa Google, è difficile sapere in partenza quanta connessione dati 4G si userà (quella wireless è ovviamente gratuita), il colosso di Mountain View riaccrediterà 1 dollaro per ogni 100 megabyte non utilizzati al termine del periodo di fatturazione. In più, nei 120 paesi di cui sopra il costo del traffico dati sarà lo stesso del mercato interno.

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