Google spiava utenti Safari: la denuncia del Wall Street Journal

Parliamo ancora una volta di privacy in rete e in particolare della notizia battuta in queste ore dalle principali agenzie di stampa, dopo uno scottante articolo dell’eminente Wall Street Journal: secondo quanto scoperto dal noto quotidiano statunitense, infatti, il motore di ricerca Google ha utilizzato dei cookies che aggiravano i sistemi di sicurezza sui dati personali del browser di Apple, Safari, per spiare letteralmente gli utenti.

Subito dopo la denuncia i cookies incriminati sono stati bloccati dal search engine e la società di Mountain View ha subito rassicurato i navigatori, affermando che i dati personali non venivano in alcun modo raccolti. Queste parole, però, non hanno calmato gli animi e le polemiche impazzano, soprattutto online.

Il WSJ spiega che i codici utilizzati da Google erano in grado di registrare tantissime informazioni degli utenti che utilizzavano Safari, come ad esempio le pagine aperte, il tempo passato su un sito, i click ai link presenti su una pagina. Insomma, il colosso californiano tracciava letteralmente attraverso 22 cookies quasi tutto ciò che gli ignari navigatori facevano in rete con Safari (anche nella versione mobile, attraverso iPhone, iPad e iPod Touch).

Google, come abbiamo detto, ha smentito che i dati venissero memorizzati: resta da capire, quindi, perché tutta questa invasività da parte del motore di ricerca, soprattutto senza che gli utenti ne fossero a conoscenza o venissero informati in qualche modo. Attendiamo di conoscere i risvolti di questa inquietante vicenda.

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