Google diventerà un operatore telefonico virtuale tra pochi mesi

Diciamo la verità: Google ha già vinto un’importante battaglia nel settore mobile. L’abbraccio al progetto Android ha permesso alla società, infatti, di essere in pochi anni al primo posto della classifica come sistema operativo mobile più utilizzato, ampliando notevolmente il bacino d’utenza per i propri servizi. Ma che cosa accadrebbe se Google diventasse un vero e proprio operatore telefonico?

Google ha intenzione di diventare operatore virtuale
Il motore di ricerca annuncia la sua intenzione di diventare MVNO al MWC di Barcellona

No, non si tratta di uno scherzo: la conferma arriva dal Mobile World Congress di Barcellona, precisamente dalle parole di Sundar Pichai, Vice Presidente della società e capo del progetto Android. “Non stiamo pensando di diventare un operatore mobile in senso stretto, ma stiamo collaborando con alcuni partner. Vedrete i risultati nei prossimi mesi”: questo è uno stralcio delle dichiarazioni di Pichai, che lasciano intravedere un esordio “low profile” di Google come operatore telefonico, quindi come compagnia di telefonia mobile virtuale.

Il Vice President di Google prende come modello il progetto Nexus del search engine: non si punta a scavalcare le società produttrici di terminali, ma si cerca di collaborare in maniera stretta con esse, realizzando offerte in piccola scala. Ma le parole di Pichai si spingono oltre: si punta, infatti, a “portare la connettività a 4 miliardi di persone che ancora non la possiedono”, un bacino enorme e un progetto decisamente ambizioso.

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Ma come sarà possibile ciò? I progetti sono diversi e tutti molto interessanti:

  • Loon è un sistema di palloni aerostatici che permettono di “portare” la connessione Internet su terreni impervi come zone montuose o aree rurali non coperte dal segnale standard (ad esempio in Africa). Come ha spiegato lo stesso Pichai, questo sistema ha un’autonomia di 6 mesi e consentono di sfruttare anche le reti 4G LTE. Proprio per questo motivo Google sta lavorando a stretto contatto con importanti compagnie telefoniche, tra cui anche Vodafone;
  • Titan è un altro progetto che consentirebbe non solo di ampliare una banda già esistente, ma anche di renderla disponibile dove temporaneamente non è possibile averla, ad esempio dopo un sisma o un’inondazione. La Titan Aerospace è una società che possiede delle flotte di droni, recentemente acquisita da Google. Sfruttando il volo dei droni, quindi, sarà possibile creare delle “reti flessibili” a seconda delle necessità;
  • Google Fiber, invece, è già una realtà in alcune aree degli Stati Uniti e permette di raggiungere altissime velocità di connessione con la fibra ottica, partendo da un piano Internet gratis che prevede solo il pagamento dell’attivazione, fino ad arrivare ad abbonamenti a pagamento di alto livello (che permettono connettività fino ad 1 gigabit al secondo).

Google, quindi, è pronta per lanciarsi sul mercato della telefonia come operatore? Sembrerebbe proprio di si, e nonostante le rassicurazioni di Pichai sulla filosofia commerciale che si vorrà adottare, in linea con il progetto Nexus, quindi una stretta collaborazione con le società già esistenti e non una concorrenza diretta con esse, siamo certi che le compagnie telefoniche cominceranno ad avere più di una preoccupazione dopo questo importante annuncio.

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