Gli SMS compiono 25 anni

25 anni: gli SMS raggiungono il quarto di secolo e ancora resistono, immancabili in ogni offerte di telefonia mobile anche se ormai usati in modo residuale da parte di chi preferisce affidarsi a WhatsApp altre tecnologie per comunicare in modo più immediato e senza limiti. Il primo SMS – un augurio natalizio, come si conviene in questa stagione – venne infatti inviato il 3 dicembre del 1992.

Un quarto di secolo ma resistono nelle offerte mobili

La nuova comunicazione testuale

Se ne potevano conservare al massimo una dozzina nella memoria del telefono (e non mancava chi, prima di cancellarli, se li ricopiava), e avevano, come d’altronde oggi, al massimo 160 caratteri a disposizione ma senza concatenazione automatica: eppure hanno rivoluzionato il modo di comunicare.

Gli SMS, ormai superati come funzionalità dall’instant messaging di programmi come WhatsApp, Snapchat o Telegram, sono comparsi per la prima volta nel 1992, quando l’ingegnere britannico Neil Papworth inviò un “Merry Christmas” da un computer a un cellulare Vodafone; poche settimane più tardi uno stagista della Nokia inviò il primo SMS da cellulare a cellulare.
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Gli SMS – sigla per Short Message Service – compiono quindi in questi giorni 25 anni, che hanno visto momenti di vera gloria: come nel 2007, con gli smartphone che emettevano i loro primi tenui vagiti, quando i messaggi scambiati ogni mese superarono per la prima volta le telefonate, segnando l’avvento di un’epoca più “testuale” che “vocale”. Una tendenza durata fino ad ora.

Una tecnologia che non tramonta

Oggi gli SMS continuano ad essere utilizzati da molte persone, vista la loro presenza capillare (a fino 2010 tre miliardi e mezzo di persone avevano l’accesso a questa tecnologia) e alla loro diversa modalità di funzionamento, basata sulla rete cellulare e non su quella dati (ecco perché vengono spesso usati come comunicazione “di emergenza” quando non c’è proprio verso di trovare connessione a Internet). La maggior parte delle offerte di telefonia mobile include nelle proprie tariffe una notevole quantità di SMS gratuiti, nell’ordine delle centinaia, se non addirittura migliaia o illimitati: impensabile fino a pochi anni fa, quando la manciata di centesimi a messaggio si faceva comunque sentire in bolletta.

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