Gli italiani e i servizi digitali per la salute

La School of Management del Politecnico di Milano ha presentato i risultati della ricerca 2015 dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, condotta su circa 160 attori tra CIO (Chief Information Officer), direttori generali, direttori amministrativi, direttori sanitari in rappresentanza di oltre 130 aziende sanitarie, referenti regionali e, grazie alla collaborazione con Doxapharma e FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), 752 medici di medicina generale e 1.000 cittadini. 

I risultati della ricerca 2015 dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità
Attivi nella ricerca online e interessati alle app

Solo il 13% degli italiani ha utilizzato nell’ultimo anno la prenotazione online delle prestazioni sanitarie, solo l’8% ha effettuato un accesso ai propri documenti clinici e solo il 5% ha eseguito un pagamento attraverso Internet.

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Sono alcune delle principali evidenze della ricerca 2015 dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano, presentata questa mattina nell’ateneo milanese al convegno “Innovazione Digitale in Sanità: dai patti ai fatti”.

Gli italiani sono però sempre più attivi nella ricerca autonoma online di informazioni riguardanti la propria salute e guardano con sempre maggior interesse alle applicazioni per il benessere sviluppate per smartphone e tablet.

Il 30% degli italiani ricerca online informazioni riguardanti problemi di salute e il 19% informazioni su farmaci e terapie. La maggior parte dei cittadini – 62% – non si sente tuttavia sicuro delle informazioni trovate e chiede pertanto servizi informativi più affidabili.

«In quest’ottica, un’opportunità molto apprezzata è quella delle “Farmacie dei servizi” che consente di ridurre i tempi e i costi per accedere ai servizi sanitari», scrivono gli autori della ricerca. A oggi, il 13% della popolazione ha effettuato la prenotazione di visite ed esami in farmacia e un altro 5% ha ritirato referti.

L’11% degli italiani ha utilizzato nell’ultimo anno applicazioni per conoscere informazioni nutrizionali sugli alimenti e un ulteriore 11% è interessato a utilizzarle. Risultano meno utilizzate le applicazioni per monitorare i parametri vitali (6%), ma le stesse appiano di interesse per il prossimo futuro.

Spesso sono i medici curanti (44%) a consigliare applicazioni ai loro pazienti, anche se il principale canale attraverso cui i cittadini ne vengono a conoscenza è il passaparola (47%).

Per comunicare con i propri pazienti, i medici di Medicina Generale utilizzano sempre di più la posta elettronica (84%) e gli SMS (67%). Il 40% usa anche WhatsApp, mentre social network e forum non rappresentano canali di comunicazione privilegiati: oltre il 60% dei medici non li utilizza e non è interessato a farlo in futuro.

L’utilizzo del digitale cresce anche tra i medici di Medicina Generale. Nella maggior parte dei casi, gli stessi accedono a servizi online per consultare referti di laboratorio (55%) o di visite specialistiche (43%), mentre i verbali di pronto soccorso e le lettere di dimissioni vengono consultati online ancora da un numero limitato (rispettivamente il 24% e il 26%).

La telemedicina, invece, è un ambito di sperimentazione, con solo il 6% dei medici di Medicina Generale che ha già utilizzato soluzioni di tele-salute o di tele-consulto. I livelli di interesse, tuttavia, sono elevati.

Un’offerta completa di servizi digitali agli utenti permetterebbe alle strutture sanitarie di risparmiare fino a 350 milioni di euro annui e ai cittadini di risparmiare 4,9 miliardi di euro annui, in termini di minor tempo per recarsi alle strutture e di attesa agli sportelli.

Fonte:

Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano

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