Gli Incentivi governativi aiutano la banda larga?

Ci sono ancora 110 milioni da spartirsi: gli incentivi statali ritornano disponibili per i giovani che fanno nuove attivazioni sia di adsl che tariffe internet mobile. Lo sconto è di 50 euro e, vista la scarsità del fondo, le richieste potranno trovare accoglimento probabilmente solo in tempo breve.

L’incentivo statale, riservato alle persone tra i 18 e i 30 anni, è richiedibile solo da chi non ne ha ancora usufruito. Per le offerte mobili l’utente deve soddisfare i requisiti di età e di intestazione della linea mentre per l’attivazioen di una adsl la persona compresa tra i 18-30 anni può semplicemente fare parte del nucleo famigliare.

Telecom Italia sconta di 50 euro la fattura del conto telefonico per le offerte Internet Senza Limiti e Tutto Senza Limiti mentre sul mobile Tim applica gli incentivi agli Internet Pack (chiavetta + connessione per un anno).

Vodafone applica lo sconto sulla Internet Key 7.2 ricaricabile: ci si porta a casa la chiavetta con 1 euro e 3 mesi di navigazione inclusa (30 ore al mese). La riduzione è erogata anche con le offerte abbonamento Internet Facile o su nuova linea Vodafone Adsl. Politica uguale per TeleTu che include i 50 euro di bonus in bolletta sulle offerte Adsl + Telefono.

Wind eroga 50 euro di credito sulla sim per utilizzare le opzioni Mega Ore, Mega 100 Ore, Mega Unlimited e Internet No Stop. In caso di abbonamento o di una attivazione adsl Tutto Incluso e Libero Absolute lo sconto è direttamente in fattura. La società inoltre chiarisce che l’erogazione del bonus deve ottenere prima il via libera del Ministero dello Sviluppo Economico e in caso di recesso anticipato entro 122 giorni Wind può richiedere la restituzione degli sconti.

3 Italia permette di comprare la chiavetta internet a partire da 1 euro con inclusa una ricarica da 32 euro. Agevolazioni anche per gli abbonamenti: Tre.Time Small è gratis per 6 mesi (invece di 9 euro/mese), Tre.Time Medium costa 4 euro per 6 mesi (invece di 14 euro/mese) mentre Tre.Time Large ha un canone di 9 euro per i primi 6 mesi (invece di 19 euro).

Fastweb consente di usufruire dell’incentivo governativo sulle offerte adsl e telefono Parla&Naviga Casa, Naviga Casa, Tutto Fastweb Decennium, Joy (Key e Sim) e Naviga Mobile. L’incentivo sarà disponibile per chi si abbona online a partire dall’8 novembre.

Il punto però che vorrei portare all’attenzione è più generale a livello di macrosistema: perchè destinare oltre 400 miloni di incentivi (d’accordo non è solo sulla banda larga che ne aveva circa 20M) per fare un “regalo” ai gestori telefonici e non investirli nello sviluppo infrastrutturale del sistema Paese?

Che possa trattarsi di un’agevolazione poco pensata da parte del Governo appare a tratti evidente: l’operatore, beneficiando di uno sconto, offre promozioni interessanti solo sull’acquisto (o per un periodo iniziale): così facendo non si crea un circolo virtuoso di stimolo all’uso della banda larga ma si diminuisce solo un risibile costo iniziale per provider e utente. Questo perchè le tariffe a regime sono uguali anche con gli incentivi (sconti e promozioni con il “tesoretto” hanno effetto al massimo per 1 anno sul consumatore).

Oggi è possibile acquistare una chiavetta a partire da 20-30 euro: su questo importo entra in gioco l’incentivo statale che ne azzera il costo. Viene aggiunto un quantitativo sufficiente di traffico per provarne l’uso ma niente di più. Nessuna tariffa speciale per le persone più disagiate e neppure per quelle famiglie solo in digital divide che probabilmente necessiterebbero di offerte pensate per esigenze nettamente diverse.

Non sono 50 euro sul canone ADSL a fare la differenza: è come se l’operatore aggiungesse alle sue promozioni meno di 2 mesi gratis. E’ questo che stimola la diffusione della banda larga? Un incentivo strutturato sul costo iniziale di acquisto? Ormai modem adsl e chiavette non hanno costi inaccessibili come alcuni anni fa ma sono alla portata di tutti: non sarebbe più utile stimolare quelle zone in digital divide o che non sentono la necessità di una connessione a banda larga con un piano di incentivazione del telelavoro, della messaggistica e dei media online?

Con uno sconto iniziale cosi forte non c’è il rischio, inoltre, di creare specchietti per le allodole e attirare utenza che attiva un’offerta (internet mobile in questo caso) a basso costo per l’impulso di vedere l’occasione di una promozione irripetibile? E molto probabilmente è già un utente che naviga a casa e che vuole avere solo un secondo punto di accesso. Ma poi lo stesso utente saprà che farsene? E gli incentivi sono pensati per far navigare di più le stesse persone o per permettere a più persone di connettersi?

Sarebbe forse meglio puntare su un piano strutturale che accresca la consapevolezza di cosa significa essere connessi ad internet: migliorare la produttività e il flusso delle informazioni, diminuire gli spostamenti, stimolare il telelavoro, creare piattaforme di e-learning o comprare online beni e servizi senza più muoversi da casa. Con un beneficio di risparmio di tempo e denaro negli spostamenti, nelle emissioni ambientali e molto altro. Ma per fare questo serve innanzitutto una infrastruttura che permetta l’utilizzo di nuovi servizi a banda larga ovunque.

Ecco che per far crescere un’Italia sempre più al collasso mancano (o non si vogliono dare) i soldi, il piano Romani (che richiede investimenti di noccioline rispetto alla manovra finanziaria) è inabissato in fondo al mare e dobbiamo accontentarci di 50 euro una tantum per aumentare la diffusione della banda larga. Una goccia in mezzo ad un oceano.

Alessandro Bruzzi

ora 110 milioni da spartirsi: gli incentivi statali ritornano disponibili per i giovani che fanno nuove attivazioni sia di adsl che tariffe internet mobile. Lo sconto è di 50 euro e, vista la scarsità del fondo, le richieste potranno trovare accoglimento probabilmente solo in tempo breve.

L’incentivo statale, riservato alle persone tra i 18 e i 30 anni, è richiedibile solo da chi non ne ha ancora usufruito. Per le offerte mobili l’utente deve soddisfare i requisiti di età e di intestazione della linea mentre per l’attivazioen di una adsl la persona compresa tra i 18-30 anni può semplicemente fare parte del nucleo famigliare.

Telecom Italia sconta di 50 euro la fattura del conto telefonico per le offerte Internet Senza Limiti e Tutto Senza Limiti mentre sul mobile Tim applica gli incentivi agli Internet Pack (chiavetta + connessione per un anno).

Vodafone applica lo sconto sulla Internet Key 7.2 ricaricabile: ci si porta a casa la chiavetta con 1 euro e 3 mesi di navigazione inclusa (30 ore al mese). La riduzione è erogata anche con le offerte abbonamento Internet Facile o su nuova linea Vodafone Adsl. Politica uguale per TeleTu che include i 50 euro di bonus in bolletta sulle offerte Adsl + Telefono.

Wind eroga 50 euro di credito sulla sim per utilizzare le opzioni Mega Ore, Mega 100 Ore, Mega Unlimited e Internet No Stop. In caso di abbonamento o di una attivazione adsl Tutto Incluso e Libero Absolute lo sconto è direttamente in fattura. La società inoltre chiarisce che l’erogazione del bonus deve ottenere prima il via libera del Ministero dello Sviluppo Economico e in caso di recesso anticipato entro 122 giorni Wind può richiedere la restituzione degli sconti.

3 Italia permette di comprare la chiavetta internet a partire da 1 euro con inclusa una ricarica da 32 euro. Agevolazioni anche per gli abbonamenti: Tre.Time Small è gratis per 6 mesi (invece di 9 euro/mese), Tre.Time Medium costa 4 euro per 6 mesi (invece di 14 euro/mese) mentre Tre.Time Large ha un canone di 9 euro per i primi 6 mesi (invece di 19 euro).

Fastweb consente di usufruire dell’incentivo governativo sulle offerte adsl e telefono Parla&Naviga Casa, Naviga Casa, Tutto Fastweb Decennium, Joy (Key e Sim) e Naviga Mobile. L’incentivo sarà disponibile per chi si abbona online a partire dall’8 novembre.

Il punto però che vorrei portare all’attenzione è più generale a livello di macrosistema: perchè destinare oltre 400 miloni di incentivi (d’accordo non è solo sulla banda larga che ne aveva circa 20M) per fare un “regalo” ai gestori telefonici e non investirli nello sviluppo infrastrutturale del sistema Paese?

Che possa trattarsi di un’agevolazione poco pensata da parte del Governo appare a tratti evidente: l’operatore, beneficiando di uno sconto, offre promozioni interessanti solo sull’acquisto (o per un periodo iniziale): così facendo non si crea un circolo virtuoso di stimolo all’uso della banda larga ma si diminuisce solo un risibile costo iniziale per provider e utente. Questo perchè le tariffe a regime sono uguali anche con gli incentivi (sconti e promozioni con il “tesoretto” hanno effetto al massimo per 1 anno sul consumatore).

Oggi è possibile acquistare una chiavetta a partire da 20-30 euro: su questo importo entra in gioco l’incentivo statale che ne azzera il costo. Viene aggiunto un quantitativo sufficiente di traffico per provarne l’uso ma niente di più. Nessuna tariffa speciale per le persone più disagiate e neppure per quelle famiglie solo in digital divide che probabilmente necessiterebbero di offerte pensate per esigenze nettamente diverse.

Non sono 50 euro sul canone ADSL a fare la differenza: è come se l’operatore aggiungesse alle sue promozioni meno di 2 mesi gratis. E’ questo che stimola la diffusione della banda larga? Un incentivo strutturato sul costo iniziale di acquisto? Ormai modem adsl e chiavette non hanno costi inaccessibili come alcuni anni fa ma sono alla portata di tutti: non sarebbe più utile stimolare quelle zone in digital divide o che non sentono la necessità di una connessione a banda larga con un piano di incentivazione del telelavoro, della messaggistica e dei media online?

Con uno sconto iniziale cosi forte non c’è il rischio, inoltre, di creare specchietti per le allodole e attirare utenza che attiva un’offerta (internet mobile in questo caso) a basso costo per l’impulso di vedere l’occasione di una promozione irripetibile? E molto probabilmente è già un utente che naviga a casa e che vuole avere solo un secondo punto di accesso. Ma poi lo stesso utente saprà che farsene? E gli incentivi sono pensati per far navigare di più le stesse persone o per permettere a più persone di connettersi?

Sarebbe forse meglio puntare su un piano strutturale che accresca la consapevolezza di cosa significa essere connessi ad internet: migliorare la produttività e il flusso delle informazioni, diminuire gli spostamenti, stimolare il telelavoro, creare piattaforme di e-learning o comprare online beni e servizi senza più muoversi da casa. Con un beneficio di risparmio di tempo e denaro negli spostamenti, nelle emissioni ambientali e molto altro. Ma per fare questo serve innanzitutto una infrastruttura che permetta l’utilizzo di nuovi servizi a banda larga ovunque.

Ecco che per far crescere un’Italia sempre più al collasso mancano (o non si vogliono dare) i soldi, il piano Romani (che richiede investimenti di noccioline rispetto alla manovra finanziaria) è inabissato in fondo al mare e dobbiamo accontentarci di 50 euro una tantum per aumentare la diffusione della banda larga. Una goccia in mezzo ad un oceano.

Alessandro Bruzzi

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