GDF SUEZ Energie, quasi dieci miliardi di perdita netta per le svalutazioni

A causa della peggior crisi mai vista nel comparto energetico europeo, GDF SUEZ Energie ha chiuso con il 2013 con una perdita netta di 9,3 miliardi. Ma non è stato un annus horribilis: a pesare sono infatti i quindici miliardi di euro di svalutazioni varie, collegate in primo luogo alle centrali elettriche e alle attività di stoccaggio del gas.

Centrale-elettrica
La decisione del gruppo nasce dalla percezione di una crisi duratura

La decisione del gruppo ha quindi ribaltato le previsioni degli analisti, che non calcolando le svalutazioni si aspettavano un utile di 2,7 miliardi dopo gli 1,54 miliardi del 2012. Ma la strategia fa parte di un approccio più efficace per il futuro, promettono dal management del gruppo francese: «Abbiamo deciso di colpire duro», ha infatti dichiarato Gerard Mestrallet, amministratore delegato di GDF SUEZ Energie, durante una conference call. «La nostra decisione a la convinzione che questa situazione sia seria e duratura. Il deterioramento della situazione delle centrali elettriche alimentate dai combustibili tradizionali è infatti profondo in Europa».
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La decisione, di natura comunque contabile, non dovrebbe impattare negativamente la salute del gruppo. Per il 2014 gli obiettivi sono un utile netto tra 3,3 e 3,7 miliardi, in linea don quello dell’anno appena concluso al netto delle svalutazioni. Gli investimenti dovrebbero essere tra i 6 e gli 8 miliardi. Inoltre, GDF SUEZ Energie ha proposto un dividendo invariato di 1,5 euro, mentre per il periodo 2014-2016 ha indicato l’obiettivo di un payout ratio tra 65% e 75%, con una cedola minima di un euro.

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