GDF SUEZ Energie alza la voce con Gazprom

Se Gazprom e gli altri fornitori non permetteranno contratti a lungo termine più sensibili alle variazioni quotidiane del prezzo del gas, i compratori europei potrerebbero rivolgersi altrove. È il succo delle dichiarazioni rilasciate dal vicepresidente di GDF SUEZ Energie, Jean-François Cirelli, in una recente intervista a Oslo.

GDF Suez
Il Vicepresidente dell'utility francese chiede maggiore sensibilità ai movimenti di mercato

Le parole di Cirelli non riguardano soltanto Gazprom, ma anche l’algerina Sonatrach e Statoil. Il modello a cui a cui si dovrebbe mirare, secondo il manager, è quello inglese, in cui i meccanismi di mercato hanno in buona parte rimpiazzato il collegamento con i prezzi del petrolio.
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Da molto tempo GDF SUEZ Energie, insieme ad EON AG e RWE AG, sta facendo pressioni sui fornitori, incluso il monopolista russo, per una revisione degli accordi di lungo termine dopo aver perso milioni di euro. Gli acquisti sul mercato a spot, invece, permetterebbero ai consumatori di risparmiare sulle tariffe. Statoil e Gazprom hanno già introdotto una maggiore sensibilità ai prezzi di mercato nei propri contratti a lungo termine, ma gli effetti non si sono ancora fatti sentire, soprattutto nell’Europa meridionale. E contro Statoil c’è anche Eni, che dichiara di aver pagato troppo salato il suo gas.

Nella stessa intervista, Cirelli ha dichiarato che GDF SUEZ Energie avrebbe intenzione di espandersi ulteriomente in Norvegia. Dal Paese scandinavo l’utility francese – che gestisce la più grande rete di gasdotti in Europa – trae già il 40% delle proprie forniture.

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