Gas: Scaroni, la crisi ucraina non dovrebbe creare problemi

L’Ucraina è in rivolta, una situazione esplosiva e drammatica con potenziali risvolti anche sugli approvvigionamenti di gas nel nostro Paese. Dall’Ucraina infatti passano gli oleodotti con il gas russo, ma l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, ha negato che ci siano problemi in questo senso.

Bandiera-ucraina
L'inverno mite ha permesso all'Europa di accumulare cospicue riserve di gas

In occasione del rinnovo dell’accordo tra Eni e Cnr sulla ricerca, Scaroni ha dichiarato di aver già fatto fare delle analisi sul worst case scenario – il blocco totale del passaggio di gas, insomma – ma l’impressione è che anche in questo caso estremo non ci dovrebbero essere problemi di approvvigionamento fino all’estate.
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Anche nel resto d’Europa la situazione sembra essere sotto controllo. Al momento il continente può vantare le scorte di gas naturale più cospicue almeno dal 2009, diminuendo così i rischi. In Gran Bretagna le riserve sono il 25% della media in questo periodo dell’anno, in Olanda +19%.

La responsabilità di questi volumi va rintracciata soprattutto in uno degli inverni più miti della storia recente (al contrario degli Stati Uniti, di cui si sono viste le impressionanti immagini relative al “Polar Vortex”), con pochi di quei “picchi” improvvisi che portano di solito all’aumento dei consumi in breve tempo. Era andata molto diversamente nel 2009, quando la tensione tra Russa e Ucraina durante un inverno molto freddo (la prima metà di gennaio) aveva portato solo per l’Inghilterra a un improvviso aumento dei prezzi del 19%.

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