Gas e petrolio, è l’Adriatico (croato) la prossima frontiera?

Ingenti risorse ancora non scoperte di petrolio e di gas: è questo il tesoro che custodirebbe il Mar Adriatico, almeno dalla parte della Croazia, secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Economia croato Ivan Vrdoljak. Secondo i dati relativi alla morfologia sismica del sottofondo marino, infatti, ci sarebbero giacimenti di grande potenzialità.

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I croati dell'INA stimano in 2,8 miliardi di barili il tesoro in fondo al mare

L’analisi ha già attirato l’attenzione di una ventina delle più grandi corporazioni petrolifere del mondo. Se i promettenti dati, raccolti dall’azienda norvegese Spectrum con la sua nave Seabird Northern Explorer, venissero confermati, la Croazia potrebbe diventare una «piccola Norvegia» del Mediterraneo, secondo le parole entusiastiche del ministro croato.

Secondo la compagnia petrolifera croata (ma di proprietà ungherese) INA, sul fondo dell’Adriatico ci potrebbero essere 2,8 miliardi di barili di gas e petrolio. Più cauti i norvegesi di Spectrum, per i quali è ancora troppo presto per parlare di quantità e valore dei gaicimenti scoperti. C’è comunque da dire che l’Adriatico presenterebbe notevoli potenzialità anche per la sua conformazione geologica, grazie alla bassa profondità media che faciliterebbe di molto l’estrazione.
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Per quanto riguarda l’inizio dello sfruttamento, si calcola in minimo dieci anni il tempo necessario prima di partire, secondo un modello che potrebbe essere quello della concessione dei giacimenti con una percentuale della quantità prodotta. Timori sono stati espressi dagli ambientalisti, perché qualsiasi avaria sarebbe deleteria per la ricca industria del turismo croato.

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