Telecom Italia, Telefonica, pasticcio all’italiana?

Telecom, Telefonica : Questo matrimonio non s’ha da fare. Già il fidanzamento tra Telecom e il gruppo spagnolo ha portato a magrissimi risultati. Telefonica vuole rientrare dall’investimento visto il fallimento delle sinergie brasiliane: dopo aver investito diversi miliardi di euro per comprare il 46% di Telco (la cordata italiana composta da Mediobanca, Generali e Intesa Sanpaolo) i due miliardi di sinergie che erano stati stimati tra Telecom e Telefonica sono finite in fumo, o meglio non sono mai esistite realmente.

Telefonica vuole quindi comprare la maggioranza di Telecom per poter prendere le decisioni, visto che finora ha investito solo denaro dentro a un pozzo in perdita in caduta libera di redditività e clienti.

Peccato che si sta andando verso un’altra “porcata” all’Italiana. Infatti il presentimento è che non verrà lanciata un’OPA (Offerta pubblica di acquisto) ma molto probabilmente i soci di Telco venderanno il pacchetto azionano di controllo a Telefonica.

In questo modo Telefonica, acquistando solo la rimanente parte (54%) della quota di Telco (attualmente il 22,4% di Telecom Italia), avrà il controllo della società Italiana senza necessità di comprare tutte le azioni.

Stefano, spiega che il gruppo guidato da Cesar Alierta potrebbe acquistare le azioni Telecom valutandole 2,2 euro (il prezzo di carico dei titoli dopo la più recente svalutazione) oppure, ipotesi assai più probabile, pagandole 2,6 euro, e cioè il valore iscritto a bilancio da Mediobanca, Generali e Intesa Sanpaolo all’inizio dell’avventura inTelecom.

Se invece si opterebbe per l’OPA gli spagnoli non pagherebbero in contanti, ma in azioni Telefonica e le azioni di Telecom Italia verrebbero valutate con un premio del 25-30% rispetto al prezzo di mercato.

Mediobanca ha ribadito sulla base dei fondamentali il rating outperform e il target price a 1,35 euro sull’azione TI. Telefonica pagherebbe il doppio (2,6 euro) per non lanciare l’OPA. E il gioco vale la candela.

L’operazione porta alla decisione su un punto focale: La rete deve restare in Italia.

L’infrastruttura è di forte interesse nazionale e non è possibile ipotizzare una gestione estera. Non solo: la Rete è oggi particolarmente arretrata ed è necessario lo sviluppo di una NGN. Vanno garantiti gli investimenti: nessuna società straniera può investire in un settore così delicato e sensibile senza il consenso del Governo

Controllo in Spagna, Rete all’Italia?

Berlusconi è restio a perdere il controllo sulla compagnia telefonia italiana e soprattutto sulla rete che gestisce le comunicazioni sull’intero territorio. La condizione per l’acquisizione di Telefonica non potrà prescindere dalla gestione italiana della rete.

La situazione è particolarmente delicata: il futuro della rete italiana, dove passano informazioni, dati sensibili e soprattutto il nuovo canale media (la televisione on line) sarà fuori dal controllo della politica e dei salotti del potere italiano?

Ma al momento solo una cosa è sicura: i piccoli azionisti sono quelli che come ogni volta, ne pagano le conseguenze.

lefonica : Questo matrimonio non s’ha da fare. Già il fidanzamento tra Telecom e il gruppo spagnolo ha portato a magrissimi risultati. Telefonica vuole rientrare dall’investimento visto il fallimento delle sinergie brasiliane: dopo aver investito diversi miliardi di euro per comprare il 46% di Telco (la cordata italiana composta da Mediobanca, Generali e Intesa Sanpaolo) i due miliardi di sinergie che erano stati stimati tra Telecom e Telefonica sono finite in fumo, o meglio non sono mai esistite realmente.

Telefonica vuole quindi comprare la maggioranza di Telecom per poter prendere le decisioni, visto che finora ha investito solo denaro dentro a un pozzo in perdita in caduta libera di redditività e clienti.

Peccato che si sta andando verso un’altra “porcata” all’Italiana. Infatti il presentimento è che non verrà lanciata un’OPA (Offerta pubblica di acquisto) ma molto probabilmente i soci di Telco venderanno il pacchetto azionano di controllo a Telefonica.

In questo modo Telefonica, acquistando solo la rimanente parte (54%) della quota di Telco (attualmente il 22,4% di Telecom Italia), avrà il controllo della società Italiana senza necessità di comprare tutte le azioni.

Stefano, spiega che il gruppo guidato da Cesar Alierta potrebbe acquistare le azioni Telecom valutandole 2,2 euro (il prezzo di carico dei titoli dopo la più recente svalutazione) oppure, ipotesi assai più probabile, pagandole 2,6 euro, e cioè il valore iscritto a bilancio da Mediobanca, Generali e Intesa Sanpaolo all’inizio dell’avventura inTelecom.

Se invece si opterebbe per l’OPA gli spagnoli non pagherebbero in contanti, ma in azioni Telefonica e le azioni di Telecom Italia verrebbero valutate con un premio del 25-30% rispetto al prezzo di mercato.

Mediobanca ha ribadito sulla base dei fondamentali il rating outperform e il target price a 1,35 euro sull’azione TI. Telefonica pagherebbe il doppio (2,6 euro) per non lanciare l’OPA. E il gioco vale la candela.

L’operazione porta alla decisione su un punto focale: La rete deve restare in Italia.

L’infrastruttura è di forte interesse nazionale e non è possibile ipotizzare una gestione estera. Non solo: la Rete è oggi particolarmente arretrata ed è necessario lo sviluppo di una NGN. Vanno garantiti gli investimenti: nessuna società straniera può investire in un settore così delicato e sensibile senza il consenso del Governo

Controllo in Spagna, Rete all’Italia?

Berlusconi è restio a perdere il controllo sulla compagnia telefonia italiana e soprattutto sulla rete che gestisce le comunicazioni sull’intero territorio. La condizione per l’acquisizione di Telefonica non potrà prescindere dalla gestione italiana della rete.

La situazione è particolarmente delicata: il futuro della rete italiana, dove passano informazioni, dati sensibili e soprattutto il nuovo canale media (la televisione on line) sarà fuori dal controllo della politica e dei salotti del potere italiano?

Ma al momento solo una cosa è sicura: i piccoli azionisti sono quelli che come ogni volta, ne pagano le conseguenze.

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