Fuga di gas: chi chiamare e cosa fare

Entrare in cucina o anche solo in casa e avvertire quel persistente e caratteristico odore agliaceo: gas. La cosa più importante da fare è non farsi prendere dal panico: bastano poche semplici mosse per affrontare la situazione in tutta sicurezza. Vediamole.

Perdita di gas: cosa fare, chi chiamare, come prevenire. Ecco i consigli
Perdita di gas: cosa fare, chi chiamare, come prevenire. Ecco i consigli

Le perdite di gas possono essere davvero pericolose: perdita dei sensi (rara in verità) o malesseri, e soprattutto esplosioni dovute da scintille improvvise in ambienti saturi.

Fortunatamente la legge prevede che il comune metano – di sua natura quasi inodore – venga odorizzato, ossia vi venga introdotta una sostanza (chiamata, appunto, “odorizzante”) che gli conferisce quell’odore caratteristico capace di far scattare subito l’attenzione di chi lo avverte, evitando in questo modo situazioni di pericolo.

La situazione più grave che potrebbe presentarsi è quella di un’esplosione improvvisa innescata da una scintilla fortuita in un ambiente saturo di gas a causa di una perdita.

Ma in realtà per scongiurare il rischio sono sufficienti pochi e semplici accorgimenti da mettere in pratica nel caso di una perdita nella propria abitazione, seguiti da una tempestiva telefonata al Pronto Intervento Gas.

Cosa fare in presenza di una fuga di gas

Partiamo da cosa non fare: non accendere la luce. Sebbene vada contro l’abitudine è necessario ricordare che l’interruttore della luce causa scintille, il che potrebbe provocare un’esplosione nel caso in cui la perdita sia consistente e l’ambiente particolarmente saturo di gas. Anche accendere o spegnere (se già in funzione) elettrodomestici potrebbe causare scintille, dunque è meglio evitare. Nè si dovrà – sembra banale, ma ricordarlo non costa nulla – accendere una sigaretta durante l’attesa dei soccorsi. Ogni scintilla è potenzialmente pericolosa: decisamente meglio evitare rischi.

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Seconda cosa: se l’odore è molto forte, proteggersi con un panno (una sciarpa, un foulard, anche la maglietta andrà benissimo) naso e bocca, avvicinarsi alla finestra più prossima e con cautela aprire i vetri; meglio se le finestre aperte sono numerose al fine di creare correste d’aria e velocizzare il ricambio. Questa operazione è fondamentale: permette all’ambiente il ricircolo dell’aria fungendo da vera e propria valvola di sfogo.

Passaggio numero tre: dirigersi al contatore e chiudere il rubinetto dell’impianto del gas (nel caso del metano) o la valvola della bombola (se si tratta di GPL), in maniera da limitare ulteriori perdite. Se la perdita non sembra ingente forse la fuoriuscita è stata causata da una dimenticanza: un fornello (se molto vecchio, perché i modelli più nuovi sono dotati di un meccanismo di auto-chiusura nel caso di erogazione in mancanza  di fiamma), o magari una stufetta a gas o un fornello a bombola. In questo caso la cosa migliore è assicurarsi che tutti i rubinetti e le valvole siano ben sigillate.

Quarta mossa: è arrivato il momento di capire da cosa sia causata la fuoriuscita. La soluzione migliore (e più sicura) è quella di chiamare un tecnico abilitato, in genere fornito dal fornitore di gas, che effettuerà tutti i controlli del caso sull’impianto al fine di individuare il problema e operare i lavori necessari per risolvere la situazione. Se il danno non sembra grave si potrà – nell’attesa del tecnico che è comunque bene contattare – tentare di farsi un’idea della situazione e capire che cosa causi la fuoriuscita del gas. Esistono, a tal fine, strumenti appositi, come i rilevatori che (appunto) rilevano elettronicamente la presenza di perdite; altro metodo decisamente più “fai da te” è l’impiego del sapone liquido – in realtà utilizzato spesso anche dagli stessi tecnici. L’operazione è in realtà molto semplice: basta sciogliere una certa quantità di sapone (che sia esso detersivo, sapone liquido, shampoo o bagnoschiuma) in un bicchiere o in una bacinella di acqua, in maniera che sia sufficientemente diluito. Si dovrà poi cospargere con della soluzione creata le superfici da cui sembra provenire l’odore e che si ritiene essere causa della perdita: i tubi di gomma (magari se un po’ datati) o i racconti delle tubazioni, o ancora gli innesti nell’impianto. Una volta effettuata questa operazione basterà attendere qualche istante prestando attenzione alla reazione: se dovessero crearsi delle piccole bollicine alle superfici cosparse di sapone, avremmo individuato la causa della perdita di gas.

Se l’odore di gas, nonostante tutte le operazioni predette, continua a persistere in maniera pregnante, è opportuno contattare il Pronto Intervento Gas (si tratta di un servizio territoriale il cui numero varia da comune a comune) o addirittura i Vigili del Fuoco (da contattare al numero di soccorso adibito: 115).

Prevenire è meglio che curare

In ogni caso – come sempre – la miglior soluzione ai problemi è la prevenzione.

Per questo motivo è necessario – se non fondamentale – effettuare controlli periodici all’impianto. Durante la manutenzione annuale è bene chiedere al tecnico adibito di verificare lo stato di salute dell’intero impianto: non solo della caldaia – che va posizionata in un locale areato o addirittura, se possibile, in un locale esterno alla casa -; ma anche la revisione del tubo del gas della cucina che porta la fornitura al fornello. Questo dovrebbe presentare un timbro con la “data di scadenza”, in ogni caso andrebbe sostituito almeno una volta ogni cinque anni.

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Come è stato già detto sopra, inoltre, altro punto debole dell’impianto (che potrebbe causare perdite) sono i fornelli: se i nuovi modelli sono dotati di un meccanismo che interrompe l’afflusso di gas non appena la fiamma si spegne, evitando in tal modo di incorrere in perdite, i modelli più vecchi al contrario non dispongono di tale accortezza. Risulta fondamentale dunque prestare particolare attenzione durante l’uso a che la fiamma non si spenga da sola e, in ogni caso, ricordarsi di chiudere il rubinetto (posto acanto al contatore) ogni sera prima di andare a letto – nonché, ovviamente, ogni volta che si manca da casa per periodi abbastanza prolungati.

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