FTTH bocciato: fibra ottica troppo cara

Fornire connettività a banda ultralarga tramite tecnologia FTTH (Fiber To The Home) comporta investimenti troppo elevati per le società di telecomunicazioni, non giustificati da ritorni economici altrettanto significativi.

Nei paesi dell’Unione Europea e negli Stati Uniti d’America, infatti, l’adozione delle proposte ultrabroadband tramite fibra ottica residenziale resta su livelli molto bassi. Colpa anche delle politiche commerciali portate avanti dalle telco: tenere le tariffe voce artificialmente alte o separate dalle tariffe per la banda larga apporta benefici solo temporanei sul livello delle entrate retail fisse, mentre spinge nel lungo termine all’abbandono di tali servizi.

L’ultimo report di Analysys Mason – FTTx roll-ou and capex in developed economies: forecast 2010-2015 – sembra bocciare la corsa alle reti di nuova generazione in fibra ottica e di certo suggerisce una direzione diversa per il mercato delle TLC: implementare le attuali reti in rame tramite la tecnologia VDSL e concentrare gli investimenti sul wireless.

ftth-fibra-nelle-case

Il costo per raggiungere le abitazioni dei potenziali clienti con la fibra ottica è più di tre volte superiore a quello necessario per la tecnologia VDSL su rame, spiega Rupert Wood, Principal Analyst della società di consulenza britannica specializzata in TLC, tecnologia e media. È noto a tutti gli osservatori di settore che la realizzazione delle NGN prevede anche un intervento piuttosto robusto da parte dello Stato e degli enti pubblici locali. Investimenti consistenti nell’accesso a banda larga di nuova generazione, prosegue Wood, potrebbero essere percepiti come politicamente scomodi o addirittura inappropriati in mercati in cui vengono drasticamente tagliati i budget destinati all’educazione, alla salute o al welfare.

Due, quindi, le alternative alle tecnologie FTTH: l’implementazione del VDSL sulle reti in rame e gli investimenti nelle tecnologie di connessione in mobilità. Da più parti si prefigura l’incapacità futura della rete in rame di reggere il peso della maggiore richiesta di banda larga dovuta al dilagare dei servizi di streaming audio e video. Ma secondo Wood, sebbene il VDSL potrebbe non essere forse sufficiente per rispondere a tale esigenza, il collasso della rete in rame appare ancora una prospettiva remota.

Analysys Mason è convinta, inoltre, che l’attenzione dei consumatori continuerà a essere catturata dai servizi e dai dispositivi wireless, perché è nel Mobile che si registra il maggior tasso di innovazione. I carrier devono quindi puntare sul miglioramento delle attuali reti 3G in termini di copertura, efficienza, sicurezza e velocità, e sulle tecnologie LTE, anche alla luce della possibilità di sfruttare le frequenze intermedie dello spettro elettromagnetico inutilizzate dalle emittenti televisive.

Un’opportunità che sta per concretizzarsi negli Stati Uniti, con il via libera della Federal Communications Commission allo schema regolatorio per la concessione dei cosiddetti white space, e che invece stenta a vedere la luce in Italia, nonostante il passaggio dal segnale analogico al digitale terrestre.

Velocità, prestazioni, sicurezza, ampia copertura, ma anche un’offerta dati e contenuti di rilievo abbinata a un sistema di tariffazione differenziata. La ricetta per far spiccare il volo al business del mobile broadband è completata da Yanli Suo-Sanders, Senior Analyst di Analysys Mason. Tariffe differenziate, sostiene l’analista, permetteranno agli operatori di guadagnare dagli utenti di smartphone di fascia alta e di incoraggiare al contempo l’adozione di servizi mobili su fasce più basse.

Andrea Galassi

nettività a banda ultralarga tramite tecnologia FTTH (Fiber To The Home) comporta investimenti troppo elevati per le società di telecomunicazioni, non giustificati da ritorni economici altrettanto significativi.

Nei paesi dell’Unione Europea e negli Stati Uniti d’America, infatti, l’adozione delle proposte ultrabroadband tramite fibra ottica residenziale resta su livelli molto bassi. Colpa anche delle politiche commerciali portate avanti dalle telco: tenere le tariffe voce artificialmente alte o separate dalle tariffe per la banda larga apporta benefici solo temporanei sul livello delle entrate retail fisse, mentre spinge nel lungo termine all’abbandono di tali servizi.

L’ultimo report di Analysys Mason – FTTx roll-ou and capex in developed economies: forecast 2010-2015 – sembra bocciare la corsa alle reti di nuova generazione in fibra ottica e di certo suggerisce una direzione diversa per il mercato delle TLC: implementare le attuali reti in rame tramite la tecnologia VDSL e concentrare gli investimenti sul wireless.

ftth-fibra-nelle-case

Il costo per raggiungere le abitazioni dei potenziali clienti con la fibra ottica è più di tre volte superiore a quello necessario per la tecnologia VDSL su rame, spiega Rupert Wood, Principal Analyst della società di consulenza britannica specializzata in TLC, tecnologia e media. È noto a tutti gli osservatori di settore che la realizzazione delle NGN prevede anche un intervento piuttosto robusto da parte dello Stato e degli enti pubblici locali. Investimenti consistenti nell’accesso a banda larga di nuova generazione, prosegue Wood, potrebbero essere percepiti come politicamente scomodi o addirittura inappropriati in mercati in cui vengono drasticamente tagliati i budget destinati all’educazione, alla salute o al welfare.

Due, quindi, le alternative alle tecnologie FTTH: l’implementazione del VDSL sulle reti in rame e gli investimenti nelle tecnologie di connessione in mobilità. Da più parti si prefigura l’incapacità futura della rete in rame di reggere il peso della maggiore richiesta di banda larga dovuta al dilagare dei servizi di streaming audio e video. Ma secondo Wood, sebbene il VDSL potrebbe non essere forse sufficiente per rispondere a tale esigenza, il collasso della rete in rame appare ancora una prospettiva remota.

Analysys Mason è convinta, inoltre, che l’attenzione dei consumatori continuerà a essere catturata dai servizi e dai dispositivi wireless, perché è nel Mobile che si registra il maggior tasso di innovazione. I carrier devono quindi puntare sul miglioramento delle attuali reti 3G in termini di copertura, efficienza, sicurezza e velocità, e sulle tecnologie LTE, anche alla luce della possibilità di sfruttare le frequenze intermedie dello spettro elettromagnetico inutilizzate dalle emittenti televisive.

Un’opportunità che sta per concretizzarsi negli Stati Uniti, con il via libera della Federal Communications Commission allo schema regolatorio per la concessione dei cosiddetti white space, e che invece stenta a vedere la luce in Italia, nonostante il passaggio dal segnale analogico al digitale terrestre.

Velocità, prestazioni, sicurezza, ampia copertura, ma anche un’offerta dati e contenuti di rilievo abbinata a un sistema di tariffazione differenziata. La ricetta per far spiccare il volo al business del mobile broadband è completata da Yanli Suo-Sanders, Senior Analyst di Analysys Mason. Tariffe differenziate, sostiene l’analista, permetteranno agli operatori di guadagnare dagli utenti di smartphone di fascia alta e di incoraggiare al contempo l’adozione di servizi mobili su fasce più basse.

Andrea Galassi

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