Frode Fastweb: rischio di fallimento

Una delle più colossali frodi nella storia Italiana quella di Fastweb e Telecom Sparkle: questo è il giudizio del GIP per le Indagini Preliminari Aldo Morgigni. Nella giornata di ieri sono state emesse 56 ordinanze di custodia cautelare (tra le quali risulta anche l’ex amministratore delegato di Fastweb Silvio Scaglia) su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Roma.

L’operazione denominata Phunchards-Broker creava ingenti debiti in bilancio grazie a società fantasma e permetteva di evadere l’IVA provocando danni all’erario per centinaia di milioni di euro.

frode-fastweb-guardia-finanza

Nei confronti di Fastweb e Telecom Italia Sparkle è stata avanzata una richiesta di misura interdittiva dell’esercizio dell’attività o, alternativamente, il commissariamento. Fastweb, oggi in un comunicato stampa, garantisce la continuità dell’attività ai clienti e ai 3.500 dipendenti e alle oltre 8.000 persone che lavorano per l’azienda.

fastweb-crollo-borsa

La nomina di un commissario sarà evitata solo se le due aziende riusciranno a dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati.

Ecco come funzionava il gioco:

Il tutto si basava su tessere telefoniche che permettevano di collegarsi ad internet per 45 minuti e visitare siti a pagamento, pagine hard attraverso numerazioni VAS 899. Queste card, in teoria distribuite da Lbb Premier Global, non sono mai state messe in commercio.

La società britannica Acumen commercializzava i diritti comprati dalla Telefox international mentre la Globe (prima con sede a Roma poi in Russia) li acquistava dalla Broker panamense Soave (inesistente).

I diritti venivano venduti alla Wizard (altra invenzione) che a sua volta cede a Fastweb. Quest’ultima vende traffico telefonico, non diritti d’autore.

Tutti i soggetti intermedi pagano l’iva (andando a credito) tranne la Lbb, la quale intasca tutto i soldi, non paga l’Iva e arrivano nelle casse della Soave.

In questo modo, al termine di una partita di giro in cui ogni soggetto pagava e incassava sempre la stesa cifra, Fastweb e Telecom Italia Sparkle realizzavano un credito IVA realizzato sulle operazioni fittizie.

I principali organizzatori sarebbero stati Carlo Focarelli, fondatore di Flashnet, primo portale degli anni ’90 per accedere a Internet, e Gennaro Mokbel, imprenditore romano legato agli ambienti eversivi di estrema destra. Focarelli avrebbe costituito e gestito le società fittizie, mentre Mokbel si sarebbe occupato delle società offshore. Il senatore del PDL Nicola di Girolamo eletto all’estero, è accusato di essere la mente finanziaria del gruppo.

Tutto questo ha portato ad  un giro di riciclaggio di denaro per due miliardi di euro e un’evasione dell’IVA per 400 milioni di euro che  poi venivano spesi tra Bmw, Ferrari F430, Jaguar, Porsche 911 e barche Ferretti (45 Fly e 550).

Mokbel, nelle intercettazioni, afferma che uno dei problemi è come spendere i soldi. ” Noi stiamo a vive male, però, molto male! Ammucchiamo, ammucchiamo ma non famo mai un cazzo… mo’ tocca iniziare a spenderli sti soldi.

Stefano ricorda che Scaglia (fondatore di Fastweb e di Babelgum) aveva già un sospetto sulla bufera che stava per scoppiare perché tre anni fa, esattamente il 23 gennaio 2007, un articolo di Repubblica aveva raccontato un’inchiesta della procura di Roma su un traffico telefonico fittizio che coinvolgeva proprio Fastweb. In quel momento Scaglia vendette un pacchetto di azioni pari al 6,25% dell’azienda a Unicredit causando così il crollo del titolo.

Tutti i problemi furono risolti all’improvviso grazie all’acquisto di Swisscom che fece un Opa sul titolo Fastweb con un prezzo decisamente alto pari a 47 euro per azione.

Una vera e propria manna per Scaglia e per quei soci che custodivano un bel gruzzoletto in azioni Fastweb: il fondatore portò a casa la cifra strabiliante di circa 800 milioni di euro ed entrò a pieno titolo nelle classifiche della rivista americana Forbes tra i personaggi più ricchi del pianeta.

iù colossali frodi nella storia Italiana quella di Fastweb e Telecom Sparkle: questo è il giudizio del GIP per le Indagini Preliminari Aldo Morgigni. Nella giornata di ieri sono state emesse 56 ordinanze di custodia cautelare (tra le quali risulta anche l’ex amministratore delegato di Fastweb Silvio Scaglia) su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Roma.

L’operazione denominata Phunchards-Broker creava ingenti debiti in bilancio grazie a società fantasma e permetteva di evadere l’IVA provocando danni all’erario per centinaia di milioni di euro.

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Nei confronti di Fastweb e Telecom Italia Sparkle è stata avanzata una richiesta di misura interdittiva dell’esercizio dell’attività o, alternativamente, il commissariamento. Fastweb, oggi in un comunicato stampa, garantisce la continuità dell’attività ai clienti e ai 3.500 dipendenti e alle oltre 8.000 persone che lavorano per l’azienda.

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La nomina di un commissario sarà evitata solo se le due aziende riusciranno a dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati.

Ecco come funzionava il gioco:

Il tutto si basava su tessere telefoniche che permettevano di collegarsi ad internet per 45 minuti e visitare siti a pagamento, pagine hard attraverso numerazioni VAS 899. Queste card, in teoria distribuite da Lbb Premier Global, non sono mai state messe in commercio.

La società britannica Acumen commercializzava i diritti comprati dalla Telefox international mentre la Globe (prima con sede a Roma poi in Russia) li acquistava dalla Broker panamense Soave (inesistente).

I diritti venivano venduti alla Wizard (altra invenzione) che a sua volta cede a Fastweb. Quest’ultima vende traffico telefonico, non diritti d’autore.

Tutti i soggetti intermedi pagano l’iva (andando a credito) tranne la Lbb, la quale intasca tutto i soldi, non paga l’Iva e arrivano nelle casse della Soave.

In questo modo, al termine di una partita di giro in cui ogni soggetto pagava e incassava sempre la stesa cifra, Fastweb e Telecom Italia Sparkle realizzavano un credito IVA realizzato sulle operazioni fittizie.

I principali organizzatori sarebbero stati Carlo Focarelli, fondatore di Flashnet, primo portale degli anni ’90 per accedere a Internet, e Gennaro Mokbel, imprenditore romano legato agli ambienti eversivi di estrema destra. Focarelli avrebbe costituito e gestito le società fittizie, mentre Mokbel si sarebbe occupato delle società offshore. Il senatore del PDL Nicola di Girolamo eletto all’estero, è accusato di essere la mente finanziaria del gruppo.

Tutto questo ha portato ad  un giro di riciclaggio di denaro per due miliardi di euro e un’evasione dell’IVA per 400 milioni di euro che  poi venivano spesi tra Bmw, Ferrari F430, Jaguar, Porsche 911 e barche Ferretti (45 Fly e 550).

Mokbel, nelle intercettazioni, afferma che uno dei problemi è come spendere i soldi. ” Noi stiamo a vive male, però, molto male! Ammucchiamo, ammucchiamo ma non famo mai un cazzo… mo’ tocca iniziare a spenderli sti soldi.

Stefano ricorda che Scaglia (fondatore di Fastweb e di Babelgum) aveva già un sospetto sulla bufera che stava per scoppiare perché tre anni fa, esattamente il 23 gennaio 2007, un articolo di Repubblica aveva raccontato un’inchiesta della procura di Roma su un traffico telefonico fittizio che coinvolgeva proprio Fastweb. In quel momento Scaglia vendette un pacchetto di azioni pari al 6,25% dell’azienda a Unicredit causando così il crollo del titolo.

Tutti i problemi furono risolti all’improvviso grazie all’acquisto di Swisscom che fece un Opa sul titolo Fastweb con un prezzo decisamente alto pari a 47 euro per azione.

Una vera e propria manna per Scaglia e per quei soci che custodivano un bel gruzzoletto in azioni Fastweb: il fondatore portò a casa la cifra strabiliante di circa 800 milioni di euro ed entrò a pieno titolo nelle classifiche della rivista americana Forbes tra i personaggi più ricchi del pianeta.

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