Free Public WiFi, la rete wireless gratuita che non esiste

Free Public WiFi compare spesso nell’elenco degli hotspot Wi-Fi disponibili nelle sale d’attesa degli aeroporti, nelle hall e nelle camere degli hotel, negli spazi per la lettura e per il relax delle librerie, nei coffee shop.

tsa-laptop-use-airport

Una rete wireless pubblica in grado di fornire l’accesso gratuito a Internet a tutti i dispositivi che supportano la tecnologia Wi-Fi. Sembrerebbe essere questa la destinazione d’uso di Free Public WiFi, ma in realtà, se si prova a collegarsi alla Rete selezionando questa voce, non si beneficia gratuitamente di alcuna connessione a Internet.

Cos’è, dunque, Free Public WiFi? La conseguenza del modo di operare della funzionalità di Wireless Auto Configuration di Windows XP, nota anche come Wireless Zero Configuration. Negli ultimi giorni, il Web a stelle e strisce ha registrato la pubblicazione di numerosi articoli e post dedicati a Free Public WiFi. Motivo di tanto interesse è l’allarme lanciato da NPR (National Public Radio): Free Public WiFi è una rete zombie e, come tale, altamente pericolosa per la sicurezza delle macchine (e degli utenti) che vi si collegano.

zombie_network

Non è propriamente vero. E per dimostrare l’infondatezza dell’alert lanciato da NPR basta fare riferimento a una spiegazione fornita già nel 2007 da Zaib Kaleem su WLANBook, ripresa nel 2009 da Hiroshi di Nonsolomac. Una spiegazione che chiama in causa la configurazione automatica per adattatori 802.11 di Windows XP.

autostart-wireless-zero

Se, durante la ricerca in automatico di hotspot wireless disponibili in un determinato luogo, Windows XP non trovava uno degli access point preferiti e memorizzati in elenco, ne creava un altro sfruttando il nome dell’ultimo network rintracciato. Ci sarà stata una persona – ha spiegato Kaleem – che tempo fa, in un qualche luogo, si sarà connessa a una rete wireless effettivamente operativa e denominata Free Public WiFi, aggiunta poi nella lista dei network preferiti. La stessa persona avrà viaggiato verso altre destinazioni, avrà accesso il suo PC portatile, Wireless Auto Configuration si sarà attivato, e il notebook in questione sarà stato configurato come primo nodo di Free Public WiFi.

Un’altra persona, o più di una, avrà acceso il suo laptop con Windows XP e visualizzato la disponibilità del network, rivelatosi poi non funzionante. Il sistema operativo di Microsoft, però, aveva già memorizzato Free Public WiFi in lista. Basta moltiplicare queste situazioni per migliaia di utenze ed ecco realizzarsi la famigerata rete zombie di cui parla NPR, frutto della diffusione virale di un meccanismo di Windows XP risolto poi con il Service Pack 3.

Windows-XP-Logo

Chi tenta di accedere a Internet tramite Free Public WiFi non viene in automatico risucchiato all’interno di una botnet di PC zombie. I rischi, in ogni caso, non mancano: il fatto che il finto hotspot Free Public WiFi continui a proliferare indica che in circolazione ci sono ancora moltissimi PC equipaggiati con una versione di Windows XP non aggiornata al Service Pack 3, quindi vulnerabili e appetibili per gli onnipresenti cyber-criminali.

Andrea Galassi

e Public WiFi compare spesso nell’elenco degli hotspot Wi-Fi disponibili nelle sale d’attesa degli aeroporti, nelle hall e nelle camere degli hotel, negli spazi per la lettura e per il relax delle librerie, nei coffee shop.

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Una rete wireless pubblica in grado di fornire l’accesso gratuito a Internet a tutti i dispositivi che supportano la tecnologia Wi-Fi. Sembrerebbe essere questa la destinazione d’uso di Free Public WiFi, ma in realtà, se si prova a collegarsi alla Rete selezionando questa voce, non si beneficia gratuitamente di alcuna connessione a Internet.

Cos’è, dunque, Free Public WiFi? La conseguenza del modo di operare della funzionalità di Wireless Auto Configuration di Windows XP, nota anche come Wireless Zero Configuration. Negli ultimi giorni, il Web a stelle e strisce ha registrato la pubblicazione di numerosi articoli e post dedicati a Free Public WiFi. Motivo di tanto interesse è l’allarme lanciato da NPR (National Public Radio): Free Public WiFi è una rete zombie e, come tale, altamente pericolosa per la sicurezza delle macchine (e degli utenti) che vi si collegano.

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Non è propriamente vero. E per dimostrare l’infondatezza dell’alert lanciato da NPR basta fare riferimento a una spiegazione fornita già nel 2007 da Zaib Kaleem su WLANBook, ripresa nel 2009 da Hiroshi di Nonsolomac. Una spiegazione che chiama in causa la configurazione automatica per adattatori 802.11 di Windows XP.

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Se, durante la ricerca in automatico di hotspot wireless disponibili in un determinato luogo, Windows XP non trovava uno degli access point preferiti e memorizzati in elenco, ne creava un altro sfruttando il nome dell’ultimo network rintracciato. Ci sarà stata una persona – ha spiegato Kaleem – che tempo fa, in un qualche luogo, si sarà connessa a una rete wireless effettivamente operativa e denominata Free Public WiFi, aggiunta poi nella lista dei network preferiti. La stessa persona avrà viaggiato verso altre destinazioni, avrà accesso il suo PC portatile, Wireless Auto Configuration si sarà attivato, e il notebook in questione sarà stato configurato come primo nodo di Free Public WiFi.

Un’altra persona, o più di una, avrà acceso il suo laptop con Windows XP e visualizzato la disponibilità del network, rivelatosi poi non funzionante. Il sistema operativo di Microsoft, però, aveva già memorizzato Free Public WiFi in lista. Basta moltiplicare queste situazioni per migliaia di utenze ed ecco realizzarsi la famigerata rete zombie di cui parla NPR, frutto della diffusione virale di un meccanismo di Windows XP risolto poi con il Service Pack 3.

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Chi tenta di accedere a Internet tramite Free Public WiFi non viene in automatico risucchiato all’interno di una botnet di PC zombie. I rischi, in ogni caso, non mancano: il fatto che il finto hotspot Free Public WiFi continui a proliferare indica che in circolazione ci sono ancora moltissimi PC equipaggiati con una versione di Windows XP non aggiornata al Service Pack 3, quindi vulnerabili e appetibili per gli onnipresenti cyber-criminali.

Andrea Galassi

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