Fotovoltaico: nuovo decreto, incentivi e proroghe

Il petrolio, il carbone, il gas, sono fonti di energia non rinnovabili e quindi con il tempo sono destinate ad esaurirsi. Il nucleare sarebbe potenzialmente una fonte inesauribile di energia, se non fosse per tutte le “controindicazioni” per la salute che implica.

E allora, che fare? Come procurarsi l’energia elettrica di cui tanto abbiamo bisogno? Una buona soluzione è rappresentata dalle energie rinnovabili. In Italia circa il 70% dell’energia consumata proviene da combustibili fossili, mentre solo meno del 20% è frutto di fonti rinnovabili. Esempi di energia rinnovabile sono l’energia idroelettrica, l’energia eolica e quella solare.

Impianto fotovoltaico

L’energia solare è naturalmente prodotta sfruttando i raggi del sole. I pannelli fotovoltaici sono efficaci, non richiedono particolare manutenzione, basta tenerli puliti, e durano circa 20/30 anni.

Ogni anno, però, i pannelli perdono in efficienza, in pratica con il tempo si riduce la funzionalità e si produce meno elettricità.

Il problema del fotovoltaico è fondamentalmente rappresentato da un costo elevato e l’immagazzinamento dell’energia, che viene prodotta solo di giorno e solo quando le condizioni atmosferiche lo consentono.

Relativamente alla manutenzione ad esempio bisogna tener conto degli inverter, cioè i trasformatori della corrente continua alternata, che dopo 10 anni vanno sostituiti e che gli stessi pannelli, una volta usurati vanno dismessi. E quanto costerà lo smaltimento?

Resta comunque da considerare che l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici è totalmente ecocompatibile e che quindi non provoca danni all’ambiente.

impianto fotovoltaico

Incentivi e sussidi per il fotovoltaico. Limiti e proroghe

L’Italia ha così iniziato a muoversi per incentivare lo sviluppo di questo tipo di tecnologia. Nel 2005 è entrato in vigore il cosiddetto “conto energia”, un programma di incentivazione all’acquisto di pannelli solari. I sussidi consistono in versamenti mensili da parte dello stato per i primi 20 anni di vita dei pannelli, si tratta quindi di un incentivo sulla produzione di energia e non sull’installazione dei pannelli. Per poter usufruire delle facilitazioni statali è necessario che l’impianto fotovoltaico abbia una dimensione superiore ad 1 kWp.

Decreto Romani fotovoltaico

C’è tuttavia un però. L’ultimo decreto ministeriale del 2006 ha stabilito un tetto massimo oltre il quale rigettare le eventuali altre domande di finanziamento. Ottantacinque MWpi. In pratica l’Italia si era posta un obiettivo da raggiungere entro il 2011 per rimanere al passo con gli altri paesi dell’Unione Europea. Un’arma che si è rivelata a doppio taglio. In teoria raggiunto questo limite sarebbe previsto un blocco dei sussidi. E questo è quanto sarebbe dovuto accadere di recente. In realtà per tutti quei progetti che sono stati già realizzati e per quelli che saranno chiusi entro il 31 maggio 2011 la quota degli incentivi rimarrà quella dell’ultimo decreto emanato. A seguito del nuovo decreto sul fotovoltaico dello scorso 3 marzo si è sostanzialmente stabilita una proroga, per cui entro fine aprile saranno stabilite le nuove tariffe che entreranno in vigore dal primo giugno.

In pratica i sussidi del conto energia sono stati bloccati a causa delle eccessive domande. Ci si chiede quante di queste richieste effettuate per poter ottenere il sussidio siano fasulle. L’Italia è un paese di furbi si sa, e per colpa di qualcuno molte aziende produttrici di sistemi fotovoltaici si trovano ora con una grossa matassa da sbrogliare e con operai da mettere in cassa integrazione.

Il decreto dovrebbe comunque regolare anche le installazioni sui terreni agricoli, per cui gli incentivi dovrebbero essere diretti per la maggior parte agli agricoltori. In questi casi comunque il condizionale è d’obbligo. Le indiscrezioni fanno inoltre trapelare che entro maggio gli incentivi saranno dimezzati.

Altro problema a seguito del decreto del 3 marzo scorso è relativo all’abolizione dei certificati verdi rilasciati agli operatori delle altre fonti energetiche rinnovabili. In pratica al loro posto si è ipotizzato un sistema misto di tariffe onnicomprensive per gli impianti di taglia medio-piccola e un sistema di aste per quelle grandi (dove per grandi si intende parchi di 5 megawatt, un limite effettivamente basso). Il problema più grande è l’eventuale frazionamento degli impianti di taglia più grande da parte delle aziende, un’altra delle solite furbate tutte italiane.

Il Ministro dello sviluppo economico Paolo Romani si è comunque dichiarato soddisfatto del decreto. Secondo il Ministro, il decreto servirebbe a ridurre i costi dell’energia in Italia grazie ad una diversificazione del mix energetico e a promuovere la produzione di fonti rinnovabili. In questo contesto, dalle parole di Romani traspare anche che non è da escludere un ritorno al nucleare.

Non ci resta che aspettare con ansia e fiducia che il Governo si pronunci in merito ai nuovi incentivi.

pannelli fotovoltaici

Chi paga gli incentivi del fotovoltaico?

I costi dei sussidi stanziati per il fotovoltaico ricadono comunque sulla nostra bolletta. E’ stato calcolato, infatti, che gli incentivi ammontano circa all’11% della bolletta energetica nazionale, coprendo solo il 2% del fabbisogno di elettricità. Tuttavia, secondo alcuni, di quell’11% solo la metà sarebbe destinato alle fonti rinnovabili. Parte dei 5,7 miliardi investiti nel fotovoltaico sarebbero destinati al nucleare e ai famigerati CIP6, incentivi usati anche per la costruzione di inceneritori, che in Italia sono considerati fonte di energie rinnovabili.

Questi costi  comunque graverebbero sulla bolletta “solo” per la metà di questo 11%, lasciando pagare ai contribuenti l’altra metà, che verrebbe usata per gli incentivi sui pannelli fotovoltaici. Con quale guadagno? A questo punto il gioco vale la candela? Una situazione complicata insomma.

Pro e contro del fotovoltaico

Il fotovoltaico presenta comunque indubbi vantaggi, ma anche diversi svantaggi. Riassuntivamente analizziamo i pro e i contro.

Pro

  • Energia verde
  • Energia rinnovabile
  • Poca manutenzione
  • Lunga durata dei pannelli

Contro

  • Costo di produzione elevato
  • Scarsa produzione nelle ore serali/notturne
  • Energia insufficiente a sostenere la domanda

Alla luce di questi elementi sono molte le domande che viene naturale porsi. Dobbiamo tenere in considerazione le problematiche che il fotovoltaico ha sollevato a causa dei “soliti furbetti”, rimanendo però consapevoli del fatto che prima o poi il combustibile fossile si esaurirà. Forse la soluzione ai problemi energetici potrebbe essere rappresentata dal nucleare. Questo tipo di energia provoca, tuttavia non pochi danni, basti guardare al disastro delle centrali nucleari Giapponesi. Viene allora da chiedersi: quale è scelta migliore da prendere? Fotovoltaico si, fotovoltaico no? Siamo disposti a pagare di più per avere energia pulita? E voi, cosa ne pensate?

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