Forniture energia e gas: la fotografia AEEGSI del mercato italiano

È stata appena pubblicata la Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta da parte dell’AEEGSI, l’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico. Il rapporto, presentato dal Presidente Guido Bortoni, illustra la situazione internazionale e nazionale per quanto riguarda i prezzi e il mercato di gas ed energia: vediamo nel dettaglio quali sono le novità per l’Italia.

Rispetto alla media europea, bene l'elettricità e meno il gas

La situazione dell’energia elettrica

In relazione alle forniture di energia elettrica, più di 3,7 milioni di clienti, 184mila in più rispetto al 2015, hanno cambiato fornitore almeno una volta durante il 2016, per un 24%, in termini di volumi, dell’energia distribuita. Al momento, il 65,6% dei clienti domestici è sul mercato tutelato, mentre il 34,4% ha scelto il mercato libero.

Una statistica interessante nel resoconto AEEGSI riguarda le famiglie con consumi medio-bassi, che al di là di tutto quanto solitamente si dice sul costo dell’energia in Italia spendono, in realtà, meno della media UE. Il dato vale sia al netto sia al lordo delle imposte e degli oneri, rispettivamente con il -15% e il -9% rispetto alla media in termini di prezzo finale per le offerte energia elettrica.

Se è vero che le altre classi di consumo pagano più della media, è altrettanto da ricordare che i differenziali sono in diminuzione, ma soprattutto che il 74% dei clienti italiani si colloca nelle prime due classi di consumo, con consumi inferiori a 2.500 kWh/anno, per un consumo pari al 52% dell’energia elettrica venduta in Italia: in altre parole, la maggioranza degli italiani nel 2016 ha pagato (come già in passato) prezzi inferiori rispetti alla media dei clienti finali nell’area Euro.
Confronta le offerte energia

La situazione del gas

Per quanto riguarda il mercato del gas, il tasso di switching, cioè di utenti che ha cambiato fornitore nel 2016, è del 6,1%. Il 37,8% dei clienti domestici è nel mercato libero, mentre la quota dei condomini è del 54,2%. In particolare, quest’anno il mercato ha visto l’rrivo di numerosi (15) venditori per le offerte gas, in grande maggioranza piccolissimi operatori. In crescita invece il livello di concentrazione del mercato: i primi tre gruppi ne controllano il 47,5%.

A differenza dell’elettricità, per il gas gli italiani spendono di più degli altri cittadini europei. A pagare di meno sono soltanto quelli che fanno parte della prima classe di consumo, cioè sotto i 525 metri cubi; lo scarto va spiegato però soprattutto con le imposte. Come ricorda infatti l’AEEGSI, «il peso della componente fiscale italiana sul prezzo finale è,
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infatti, il più elevato tra quelli registrati negli altri principali Paesi. Se nella prima classe di consumo esso si assesta su valori del tutto in linea con quelli della media dell’Area euro (25% contro 24,8%), nelle classi più elevate lo scarto è decisamente significativo: nella classe intermedia, infatti, i rispettivi valori sono 36% e 30%, mentre nella classe più elevata il 42% del nostro Paese si confronta con una media nell’Area euro del 34%»

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