Fonti di energia rinnovabili

Sole, vento, acqua, calore naturale terrestre e biomasse rappresentano le principali fonti di energia rinnovabili. Risorse di crescente utilizzo, che investimenti privati e pubblici stanno cercando di incentivare in maniera ottimizzata, rendendo il nostro Paese tra le nazioni più emergenti sul fronte rinnovabile.

Quali sono le fonti di energia rinnovabili e quanto sono utilizzate
Quali sono le fonti di energia rinnovabili e quanto sono utilizzate

Fonti di energia rinnovabili, il quadro nazionale

Secondo gli ultimi dati resi disponibili dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, in Italia gli impianti che producono energia da fonti rinnovabili sarebbero circa 500 mila unità, con il 99% del parco rinnovabile oggi costituito da impianti fotovoltaici, e l’1% suddiviso tra idroelettrico, eolico, geotermico, biomassa.

Su base tendenziale, negli ultimi 5 anni la crescita dei nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili è aumentata in misura considerevole, consolidando valori molto elevati dal 2008 in poi. A contribuire alla crescita non è stato solamente il fotovoltaico (il cui pacchetto di principali incentivi ha potuto spingere in modo proattivo all’esplosione del relativo business) quanto anche le sorgenti a biomassa e le eoliche, mentre le sorgenti geotermiche sono rimaste pressoché invariate negli ultimi 12 anni.

Fonti di energia rinnovabili, la potenza installata

Secondo gli ultimi dati ufficiali, frutto delle rilevazioni puntuali al 31 dicembre 2012, la potenza efficiente lorda installata in Italia sarebbe pari a 47.345 MW. Il contributo maggiore è dovuto alle sorgenti idroelettriche, in grado di garantire un valore pari a circa il 38% del totale, contro il 34,7% del fotovoltaico, il 17% dell’eolico, l’8% delle biomasse e l’1,6% del geotermico.

Nel biennio precedente, l’incremento della potenza efficiente lorda regolarmente installata è di circa 17.000 MW, con una variazione che è principalmente riconducibile all’incremento delle già ricordate fonti fotovoltaiche, che alla fine dello stesso periodo avevano raggiunto una potenza lorda di 16.420 MW rispetto ai soli 432 MW del 2008, conquistando dunque una fetta pari al 35% del totale. Nel quinquennio precedente, il numero di impianti fotovoltaici era d’altronde aumentato di più di 478.300 unità, raggiungendo un incremento massimo nel corso del 2007, quando il numero degli impianti è improvvisamente passato da 14 unità a 7.647 unità.

Confronta offerte energia elettrica

Ancora, i dati ufficiali al termine dello stesso frangente temporale riferiscono di una produzione lorda che ha raggiunto e superato i 92.000 GWh, con un tasso di crescita medio annuo del 5,5%. Il contributo maggiore è rappresentato ancora una volta dalle sorgenti idroelettriche, con un valore pari a circa il 45%, davanti al fotovoltaico che si ferma al 20% del totale.

Fonti di energia rinnovabili, un esempio di classificazione

Stando alle rilevazioni della stessa ISPRA, le fonti di energia rinnovabili sarebbero così sintetizzabili:

  • Solare fotovoltaico: è un’installazione in grado di ottenere energia elettrica sfruttando la luce del sole, composto da pannelli o moduli fotovoltaici fissati ad una struttura di supporto, e da un inverter, dispositivo elettronico che si occupa di convertire la corrente continua prodotta dai pannelli in corrente alternata.
  • Biomassa: è un impianto che permette di sfruttare le biomasse per ottenere energia elettrica. A loro volta le biomasse possono essere rappresentate da frazioni biodegradabili di prodotti, rifiuti e residui di origine biologica, ottenibili dai processi derivanti da attività agricole, della silvicoltura, delle industrie connesse, dell’industria e dei rifiuti urbani. Attraverso il loro utilizzo, si emettono nell’atmosfera – all’interno dell’azione di combustione – quantità di anidride carbonica che sono tendenzialmente corrispondenti a quelle che potrebbero essere assorbite in precedenza dai vegetali durante il processo di crescita.
  • Eolico: è un impianto che può trasformare l’energia del vento in energia elettrica, producendo elettricità per singole utenze o per gruppi di utenze, collegate alla rete elettrica in bassa tensione, o isolati dalla rete elettrica. Un impianto eolico è di norma formato da un insieme di aerogeneratori di media o grande taglia, distribuiti su un’area e connessi tra di loro mediante un cavidotto interrato.
  • Idroelettrico: è un impianto complesso che punta a trasformare l’energia idraulica in energia elettrica. È costituito da una serie di opere (idrauliche, macchinari, apparecchiature, edifici, ecc.) posizionate in successione e collegate a macchinari che possono produrre energia elettrica a partire dal movimento della massa d’acqua.
  • Geotermoelettrico: è un impianto che può sfruttare il calore presente negli strati più profondi della crosta terrestre, generato dal decadimento nucleare naturale degli elementi radioattivi che sono presenti nel terreno (dall’uranio al potassio). Ne consegue che le installazioni di sfruttamento dell’energia geotermica sono presenti solo laddove il gradiente termico è superiore a quello medio, grazie alla prossimità con masse magmatiche fluide o già solidificate, in via di raffreddamento.

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