Fondo di tutela interbancario depositi: garanzia per i propri investimenti?

Quando si parla di denaro, in particolare di risparmi frutto di duro lavoro, il dubbio più ricorrente sulle varie proposte di sottoscrivere un conto deposito di banche sia con filiali che online è sempre quello relativo alla reale sicurezza del denaro. Il rischio di perdere i propri risparmi è senza dubbio una delle ossessioni e preoccupazioni più frequenti e hanno a che fare con lunghe storie di truffe e fallimenti che hanno causato danni, anche ingenti, ai privati cittadini.

Confronta Conti Deposito

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Conti deposito, conti corrente e tutele per altri prodotti

Le forme di risparmio possibile sono molto varie e differenziate tra loro ma una è la garanzia che si può trovare in quasi tutte ossia il Fondo di tutela interbancario depositi (FITD) il fondo fiduciario di cui godono tutti gli istituti bancari che operano in Italia e che può garantire fino a 103 mila euro per ogni singolo depositante. Bisogna fare però attenzione perchè non tutte le forme di risparmio vengono sottoposte in maniera automatica a questa tutela. La protezione del FITD è valida solo per importi relativi al denaro liquido, secondo i diversi modi di risparmio, e non copre altre tipologie di deposito vincolato proposte da molti enti come fondi comuni, mutui, obbligazioni, ETF e altri.

Nel dettaglio vengono esclusi dalla tutela i seguenti prodotti bancari: i depositi e gli altri fondi rimborsabili al portatore, le obbligazioni e i crediti derivanti da accettazioni, i pagherò cambiari e le operazioni in titoli, il capitale sociale, le riserve e gli altri elementi patrimoniali della banca, gli strumenti finanziari disciplinati dal codice civile, i depositi derivanti da transazioni in relazione alle quali sia intervenuta una condanna per i reati previsti negli articoli 648-bis e 648-ter del codice penale, i depositi delle amministrazioni dello Stato, degli enti regionali, provinciali, comunali e degli altri enti pubblici territoriali, i depositi effettuati da banche in nome e per conto proprio, nonché i crediti delle stesse, i depositi delle compagnie di assicurazione, degli organismi di investimento collettivo del risparmio, di altre società dello stesso gruppo bancario degli istituti di moneta elettronica, i depositi, anche effettuati per interposta persona, dei componenti gli organi sociali e dell’alta direzione della banca o della capogruppo del gruppo bancario, i depositi, anche effettuati per interposta persona, dei titolari delle partecipazioni indicate nell’art. 19, i depositi per i quali il depositante ha ottenuto dalla banca, a titolo individuale, tassi e condizioni che hanno concorso a deteriorare la situazione finanziaria della banca, in base a quanto accertato dai commissari liquidatori.

In definitiva i più comuni prodotti di risparmio come conto corrente o conto deposito sono garantiti, almeno per l’importo massimo citato in precedenza, ma ciò significa che bisogna prestare particolare attenzione agli altri prodotti che in molti casi offrono tassi vantaggiosi proprio in funzione di questa tutela.

Cos’è il Fondo di Tutela Interbarcario?

Il Fondo di Tutela Interbancario è un consorzio obbligatorio di diritto privato al quale devono aderire tutte le banche che operano sul territorio nazionale italiano. E’ riconosciuto dalla Banca d’Italia e la sua azione viene regolata da Statuto e Regolamento con lo scopo finale di garantire i depositanti delle banche facenti parte del consorzio. A loro volta la banche si impegnano a fornire risorse finanziare atte al funzionamento del fondo stesso creando quindi una dinamica di reciproca sussistenza.

Nato nel 1987 il Fondo all’inizio era un consorzio volontario, mentre con il D. Lgs. n. 659/96 (pubblicato sulla G.U. del 27 dicembre 1996 ed in vigore dall’11 gennaio 1997) è stata recepita la Direttiva n. 94/19 CE, relativa ai sistemi di garanzia dei depositanti. All’articolo 96 del D.Lgs 1° settembre 1993 n. 385 (Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), è stato introdotto il principio dell’adesione obbligatoria ad un sistema di garanzia dei depositanti.
Il Fondo Interbancario è così divenuto necessario per tutte le banche operanti in Italia che ad oggi sono quasi 300, esclusi i crediti cooperativi che aderiscono ad un’altra tipologia di Fondo (Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo).

In caso di istituti bancari comunitari il Fondo va ad aggiungersi alle tutele già presenti nel paese di appartenenza, se la Banca sceglie di aderire, mentre per banche ed istituti non comunitari l’adesione e il rispetto della normativa di riferimento diventano obbligatorie.

 

Ma il Fondo di Tutela Interbancario è veramente una tutela per i nostri risparmi?

Il Fondo rappresenta senza dubbio una garanzia per i depositanti in quanto assicura la copertura fino al tetto massimo di 103 mila euro come visto precedentemente ma se si va ad analizzare il funzionamento del Fondo quando si tratta di somme ingenti e capitali sostanziosi anch’esso finisce per perdere le sue potenzialità. il Fondo di Tutela Interbarcario infatti può fornire una tutela ex post, visto che per sua natura non possiede dei capitali o somme proprie ma vengono raccolti fra le banche aderenti dopo il fallimento dell’istituto in questione.

Osservando tutta la storia del Fondo si può dire che i nostri risparmi sono potenzialmente al sicuro anche se vi sono situazioni particolari in cui anche questa tutela potrebbe non dare garanzie o essere comunque inutile come nel caso di periodi di crisi ripetuta e continuativa nel tempo in cui anche le banche più importanti possono andare in carenza di liquidità e azzardare investimenti poco propizi. Nel caso di fallimento di più istituti bancari contemporaneamente infatti il funzionamento del fondo andrebbe in tilt e non si potrebbe affermare che esso sarebbe in grado di rassicurare i risparmiatori di questi enti e risarcirli del danno subito.

Se si calcola che dalla sua fondazione il Fondo è intervenuto una sola volta durante gli anni ’90 a favore dei risparmiatori di una piccola Banca in provincia di Udine si può però potenzialmente affermare che la sua funzione e il suo ruolo sono stati ottimali e hanno saputo dare il giusto riscontro e sicurezza ai cittadini coinvolti. E’ ovvio che se il fallimento viene subito da una piccola banca sarà più facile reperire i fondi per risarcire i correntisti ma se dovesse fallire una delle principali banche probabilmente la garanzia del Fondo di Tutela Interbancario non sarebbe sufficiente a salvaguardare gli interessi di tutti i depositanti.

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