Finisce la moda dei coupon sconto?

Scendono drasticamente gli incassi di Groupon, (ex?) leader mondiale nel settore degli acquisti online scontati. Sul mercato il titolo del marchio ha perso circa il 50% del proprio valore, e l'ultimo trimestre si è chiuso contro ogni aspettativa in perdita. Finisce la moda dei coupon sconto? Perché i consumatori abbandonano i deals? La convenienza è altrove? Ecco le risposte.

Finisce la moda dei coupon sconto?

Finisce la moda dei coupon sconto? Fino a pochi anni fa l’ascesa di portali come Groupon segnava l’era dei deals, delle offerte, degli sconti fino al 50% su prodotti e servizi. Viaggi, week-end, elettrodomestici, promozioni su cellulari, abbonamenti internet, abbigliamento, ristoranti, palestre e centri benessere. Groupon e portali simili non sono falliti, e vengono tuttora utilizzati da molti utenti. Purtroppo però, alla luce dei dati relativi agli ultimi incassi,  il loro successo è da mettere in discussione.

Groupon e gli incassi in discesa

4 novembre 2015: una giornata nera per il famoso marchio Groupon. Solo ieri il noto portale di acquisti online scontati ha pubblicato un nuovo trimestre in discesa, con perdite pari a 27,6 milioni di dollari (circa 6 milioni in più rispetto allo stesso trimestre del 2014). Contro ogni previsione della stessa azienda i profitti per azione sono scesi a 5 da 10 centesimi (contro i 2 centesimi attesi) al netto di voci straordinarie.  I ricavi sono scesi dello 0,1% a 713,6 milioni di dollari, meno dei 733 milioni calcolati dal mercato.
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Come giustificare il tracollo? La stessa Groupon attendeva un fatturato per 700-750 milioni, ma il numero di utenti che ha acquistato deals è sceso drasticamente nell’ultimo anno a 48,6 milioni, invariati rispetto al secondo trimestre. Per ovviare ai problemi di cassa, l’azienda vuole optare per un cambio al vertice, promuovendo il direttore operativo Rich Williams ad amministratore delegato al posto del cofondatore Eric Lefkofsky, che assumerà le vesti di presidente. Finisce la moda dei coupon sconto? Forse cambiando politica il colosso recupererà lo spazio perso sul mercato degli acquisti online, ma dovrà fare i conti con le finanze attuali. Il secondo trimestre infatti, si è chiuso in utili solo grazie a una cessione da 360 milioni della controllata sudcoreana. Il licenziamento di 1.100 dipendenti nel mondo infine è più che sintomatico.
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Finisce la moda dei coupon sconto?

Forse quella dell’acquisto online dei deals era solo una moda, o forse, i consumatori adottano altre fonti e strategie per risparmiare. Per quanto riguarda l’abbigliamento ad esempio, esistono infiniti shop online e outlet che praticano promozioni a ripetizione; nel settore della telefonia e della pay-tv (vedi offerte Sky) basta recarsi sui portali ufficiali per cogliere al volo sconti last minute. Eppure, c’è chi non rinuncia alla comodità di trovare in un unico sito tanti sconti per prodotti e servizi insieme, potendo selezionare la città -Groupon stesso è un portale di sconti territoriali e non- e potendo personalizzare l’offerta. Continuare a scegliere i portali che vendono deals e coupon inoltre, non priva i consumatori del gusto di acquistare vere offerte ma…può parlarsi di vere offerte?

Non mancano gli utenti diffidenti, che ritengono falsi gli sconti praticati da siti come Groupon. Il funzionamento dei deals a metà prezzo, si basava un tempo sul sistema dei “gruppi d’acquisto”, in cui i consumatori intenzionati ad acquistare un determinato prodotto o servizio, si aggregavano rivolgendosi al venditore per ottenere uno sconto. Il successo di questi portali però, ha portato nel tempo al ribaltamento del sistema, ovvero all’inserimento di offerte da parte dello stesso venditore come già scontate. I dubbi si pongono sul piano della veridicità dello sconto. L’unica arma a disposizione dei consumatori per tutelarsi, è ancora oggi scovare il prezzo originario praticato dall’offerente, e verificare lo sconto sul coupon.