Fini: serve banda larga. Troppe parole e pochi fatti

Gianfranco Fini, torna sull’argomento dell’NGN per stimolare l’adozione di reti adsl di nuova generazione che diano un nuovo impulso all’innovazione e alla competitività.

Il presidente della camera, nel suo discorso a Montecitorio, ha ribadito la necessità di nuove infrastrutture che sfruttino le nuove tecnologie di trasmissione dati.  Bisogna aggiornare la rete per garantire maggiore velocità ed interconnesione.

L’upgrade tecnologico è necessario per riportare efficenza nella pubblica amministrazione e migliorare i servizi ai cittadini e alle imprese.

Un sistema più snello e digitalizzato permette una crescita sociale ed economica. Il presidente della Camera ha concluso dicendo che “le chiavi del futuro si chiamano razionalizzazione del sistema, semplificazione normativa, investimenti nelle reti della conoscenza, risorse per la ricerca, miglioramento dell’istruzione scolastica e della formazione universitaria”.

Tuttavia negli ultimi mesi abbiamo assistito a troppe parole e pochi fatti: i fondi sono ancora congelati (per non dire spariti) e le regioni (o addirittura i comuni) devono provvedere autonomamente all’ammodernamento delle strutture di comunicazione presenti sul territorio. Servirebbero meno parole e più decisioni concrete di investimento.

Fini, torna sull’argomento dell’NGN per stimolare l’adozione di reti adsl di nuova generazione che diano un nuovo impulso all’innovazione e alla competitività.

Il presidente della camera, nel suo discorso a Montecitorio, ha ribadito la necessità di nuove infrastrutture che sfruttino le nuove tecnologie di trasmissione dati.  Bisogna aggiornare la rete per garantire maggiore velocità ed interconnesione.

L’upgrade tecnologico è necessario per riportare efficenza nella pubblica amministrazione e migliorare i servizi ai cittadini e alle imprese.

Un sistema più snello e digitalizzato permette una crescita sociale ed economica. Il presidente della Camera ha concluso dicendo che “le chiavi del futuro si chiamano razionalizzazione del sistema, semplificazione normativa, investimenti nelle reti della conoscenza, risorse per la ricerca, miglioramento dell’istruzione scolastica e della formazione universitaria”.

Tuttavia negli ultimi mesi abbiamo assistito a troppe parole e pochi fatti: i fondi sono ancora congelati (per non dire spariti) e le regioni (o addirittura i comuni) devono provvedere autonomamente all’ammodernamento delle strutture di comunicazione presenti sul territorio. Servirebbero meno parole e più decisioni concrete di investimento.

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