Fine roaming, tutte le novità dall’Europa

La fine del roaming e la tutela della net neutrality non sembrano poter disporre di una visione omogenea da parte degli Stati membri UE. È questo lo scenario che sta emergendo nel corso degli ultimi giorni, e che corre il rischio di complicare – e non poco – una pronta applicazione delle misure previste per lo sviluppo delle comunicazioni.

Tutte le novità sulla fine del roaming
Tutte le novità sulla fine del roaming

Come ampiamente illustrato dalla stampa di settore, infatti, negli ultimi giorni si è registrata una battuta d’arresto con i negoziati tra Consiglio, Parlamento e Commissione Europea: la posizione, che negli obiettivi dei proponenti avrebbe dovuto essere sufficientemente omogenea, risulta essere molto diversificata, con alcuni dei principali Paesi membri in grado di schierarsi in modo opposto.

Fondamentalmente, a complicare il quadro è il fatto che la Francia, unitamente a un insieme di altri Stati che hanno appoggiato la sua posizione, ha compiuto un significativo passo indietro rispetto alla proposta di compromesso precedente, domandando il rinvio della fine del roaming alla metà del giugno 2018 (tra tre anni), contrariamente a quanto aveva invece ipotizzato la presidenza lettone, che aveva stimato nella metà del 2017 la data ideale, come compromesso rispetto al 2016 che era stato sostenuto dall’Europarlamento. Contemporaneamente, era stato richiesto li taglio del traffico dati Internet mobile disponibile al prezzo nazionale a 100 Mb l’anno, contro i 150 proposti dalla presidenza lettone.

Confronta offerta Internet mobile

“Il Parlamento ha una posizione molto rigida sull’abolizione del roaming e la presidenza lettone, dopo l’ultima riunione degli ambasciatori di venerdì, si presenta alle discussioni con un mandato negoziale che non è forte” – riportava il Corriere Comunicazioni citando alcune fonti UE, con la Commissione che – intanto – sta cercando di trovare un nuovo compromesso che possa evitare di allungare i tempi per mettere fine al roaming.

Tra le altre alternative ipotizzate, il fatto che Bruxelles possa definitivamente ritirare la proposta dal tavolo, per presentarne una nuova in seno al pacchetto sul mercato unico digitale. Per saperne di più bisognerà però attendere ancora qualche giorno quando, il prossimo 12 luglio, a Lussemburgo si terrà il prossimo Consiglio UE tlc. In quell’occasione è possibile che un “piano B” possa prendere il via, nella speranza che i tempi per le gradite novità non si allunghino eccessivamente.

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