Finalmente in arrivo il “non mi piace” di Facebook

Tasto “Non mi piace” su Facebook? Per ora (e forse per sempre) la novità sarà introdotta solo su Messenger, con un significato meno dirompente di quello che avrebbe nelle bacheche tradizionali del social network più utilizzato al mondo. Ma la funzionalità è richiesta da molti utenti ormai da anni, e chissà che non possa fare il suo debutto anche sulla piattaforma vera e propria. Il pericolo è quello di alimentare flame e polemiche che già ora di certo non mancano.

Per ora solo su Messenger: debutterà anche nel feed della piattaforma?

«Non mi piace», il tasto più chiacchierato di sempre

A volte novità che sembrano minime a chi vive fuori dal mondo dei social network sono destinate a cambiare l’interazione online di milioni di persone. È il caso dell’ormai mitico pulsante “Non mi piace” di Facebook, che permetterebbe di esprimere il proprio disaccordo su un qualsiasi contenuto, su una pagina, su un messaggio, e che in molti chiedono ormai da anni in nome di una comunicazione più articolata.

Un “pollice verso” che Mark Zuckerberg però si è sempre ben guardato dal concedere. Si teme soprattutto l’effetto dirompente che potrebbe avere una simile funzione in un ambiente già accusato da più parti di essere una fornace d’odio, rancore e fake news, mentre altri fanno notare di come si tratti semplicemente del ritratto della società, poco lusinghiero ma realistico.

In ogni caso, una parziale retromarcia sull’argomento sembra esserci stata, se è vero che Facebook sta testando proprio ora sul suo Messenger il “Non mi piace” per un numero limitato di utenti. A scoprirlo è stato il lettore di TechCrunch Hoan Do, e a confermarlo al noto sito di news tecnologiche è stata la stessa Facebook, dicendo che l’azienda è «sempre impegnata a sperimentare nuovi modi per rendere Messenger più divertente e coinvolgente. In questo caso si tratta di un piccolo test dove permettiamo alle persone di condividere l’emoji che meglio rappresenta le loro reazione a un messaggio».

Il pericolo? Nuovi flame

Oggi Facebook – inutile negarlo – non è un luogo per educande. E perfino ai quotidiani cartacei non sembra vero poter pubblicare ogni giorno i dettagli sull’ennesimo “scontro social”, “rivolta social”, “polemica social” dove, a parte l’occasionale incursione di Twitter o qualche foto mal pensata su Instagram, il social in questione è sempre lui, il colosso di Menlo Park.

Se qualche anno fa Facebook era un social network tutto sommato abbastanza pacifico, la diffusione capillare oltre il miliardo di persone ha cambiato le cose, portando sul piano digitale dinamiche che sfociano nel cyberbullismo, nell’hate-speech o nel bodyshaming. Per questo anche una semplice modifica alle Reactions, con l’aggiunta di un tasto “Non mi piace” (e non il semplice “Non mi piace più” per togliere un like dato inavvertitamente), è un qualcosa che va ponderato con molta attenzione dal team di Zuckerberg. Anche per non fomentare ulteriormente situazioni già al calor bianco.

Ma su Messenger è diverso

Di un tasto “Non mi piace” per Facebook in sé e per sé, probabilmente, non sentiremo parlare per lungo tempo; e forse mai. L’attitudine “positiva” del social network (in cui, oltre al “Mi piace”, si possono da qualche tempo aggiungere altre reazioni, dagli occhi a cuore all’indignazione) è un qualcosa di attentamente studiato. Il dissenso si può esprimere nei commenti, oppure semplicemente non mettendo il “Mi piace”. Ma un ipotetico “Non mi piace”, puro e semplice, può generare incomprensioni e litigi: basti pensare a un contenuto politico “sensibile” che viene condiviso da qualcuno.

Per Messenger, invece, il discorso è leggermente diverso, visto che il “Non mi piace” avrebbe semplicemente la funzione di dire “no”, ad esempio alla proposta di un amico. Un “dislike” che non si porrebbe quindi come reazione negativa tout court, ma tornerebbe utile, ad esempio, se un nostro amico chiedesse a un gruppo via Internet mobile se si preferisce il sushi o la pizza, senza votazioni complesse: un semplice like su un’opzione, e/o un dislike sull’altra, e il gioco sarebbe fatto.

Un aiuto per la logistica e le decisioni

La nuova funzionalità sarebbe quindi più rivolta alla logistica e all’organizzazione che altro. Basti pensare alla confusione quando più persone rispondono nello stesso a una o più proposte (il classico “Per me ok”), senza che si capisca realmente a quale opzione si faccia riferimento.
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Ma a prescindere dalle motivazioni di Facebook, arriverà mai il tasto “Non mi piace” anche sul feed del social network? Impossibile dirlo: la fase di test su Messenger sarà probabilmente cruciale. Di sicuro rendere Messenger più articolato e complesso (come le Reactions, lanciate più di un anno fa e diventate immediatamente molto popolari, tanto che ne sono state inviate più di 300 miliardi) è indispensabile per permettere al programma di messaggistica di tenere testa a Snapchat e ad altre applicazioni utilizzate soprattutto dai giovanissimi, trattenendo più utenti  possibile all’interno dell’ecosistema a Facebook.

D’altro canto, perché un ecosistema funzioni il suo equilibrio deve essere costantemente monitorato, e Zuckerberg ha più volte reiterato il suo timore per la “troppa negatività” sulla sua creatura. Staremo a vedere se l’esperimento Messenger  – ammesso che sia tale – darà i suoi frutti.

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