Fatturazione elettronica privati e ruling: tutte quello che c’è da sapere

Sono la fatturazione elettronica tra privati e il ruling (inteso come trattamento fiscale internazionale) i principali temi all’ordine del primo pacchetto dei decreti attuativi della delega fiscale, in arrivo sul tavolo del Consiglio dei ministri il 21 aprile 2015. Ma di cosa si tratta?

Cosa cambia per la fatturazione elettronica e la fiscalità internazionale
Cosa cambia per la fatturazione elettronica e la fiscalità internazionale

Stando a quanto si sta apprendendo a mezzo stampa, di fatti, sono i testi sulla fatturazione elettronica anche tra privati (e non più, solamente nei confronti delle pubbliche amministrazioni) e il ruling e la fiscalità internazionale (cercando di bloccare il processo di migrazione apparente dei profitti delle imprese in Paesi a bassa tassazione), i temi che si vorrebbe affrontare con particolare convinzione.

Temi radicalmente diversi, con una “storia” normativa ben distante e che – mentre per la fatturazione elettronica potrebbero rappresentare una sorta di evoluzione di quanto già in vigore dallo scorso 31 marzo nei confronti di tutte le amministrazioni pubbliche – per il ruling internazionale potrebbero costituire una rielaborazione di quanto già ipotizzato dal governo qualche tempo fa, quando l’esecutivo puntava a introdurre la tracciabilità dei pagamenti alle aziende che operavano sul web e, nel contempo, prevedeva l’obbligatorietà della partita iva italiana per tutti gli operatori e per i fornitori di advertising online nel mercato nazionale (un segmento in continua espansione, soprattutto per quanto concerne l’Internet mobile).

Naturalmente, come risulta ben evidente dalla cronaca degli ultimi mesi, il percorso delle bozze di cui sopra non è stato particolarmente favorevole. Anzi, a ben ricordare, l’ultimo punto citato ha creato particolare scalpore e insoddisfazione da parte di numerosi operatori del comparto, e creando altresì un po’ di confusione nelle aziende che operano nel settore, sempre più propense – a quanto pare – a cercare degli accordi di tax ruling (in Italia, ad esempio, è un ufficio dedicato al ruling internazionale, interno all’Agenzia delle Entrate, che si occupa di valutare le istanze di adesione a tali procedure).

Confronta tariffe Internet mobile

In aggiunta a quanto sopra, è in corso di valutazione la possibilità di ampliare la cooperative compliance alle imprese che superano alcune soglie minime di fatturato, andando quindi ad estendere quanto già previsto da un precedente progetto pilota dell’Agenzia delle Entrate (volto fondamentalmente a migliorare le relazioni tra l’Amministrazione finanziaria e i grandi contribuenti), ponendo le basi per la definizione di uno schema di riferimento per nuove forme di interlocuzione avanzata basate appunto sulla cooperazione, sulla trasparenza e sulla fiducia reciproca.

Commenti Facebook: