Fatti rimborsare la commissione di massimo scoperto

A volte le banche inseriscono  nell’estratto conto addebiti di oneri e commissioni che legalmente non dovrebbero esserci e che, dunque, il cliente non deve pagare. Questo è il caso del massimo scoperto, ovvero il costo di quando il saldo entra in rosso.

Quando la commissione di massimo scoperto è illegale

Ci sono banche che ancora oggi, a 5 anni dall’abolizione del costo del massimo scoperto, addebitano ai clienti il pagamento delle spese, anche quando il conto corrente non prevede un fido – cioè un prestito aggiuntivo.

A gennaio 2013 Altroconsumo ha promosso un’azione collettiva risarcitoria contro Intesa Sanpaolo chiedendo che i soldi venissero restituiti ai correntisti, vincendo la causa: il tribunale di Torino ha stabilito che le commissioni applicate sui conti scoperti erano illegali, quindi vanno restituite ai correntisti. Infatti, tutti i correntisti di Intesa Sanpaolo che sono andati in rosso sul conto corrente, tornando poi in attivo alla fine del mese, hanno dovuto pagare, oltre agli interessi passivi, anche una commissione chiamata “CSC commissione di scoperto di conto”.

Il Tribunale di Torino ha quindi imposto alle banche colpevoli di rimborsare ai clienti, almeno in tutti i casi in cui la firma presentata sulla denuncia era stata precedentemente autenticata da un notaio.

Cosa fare nel caso ci si  trovasse nella stessa situazione?

Per esser rimborsati dalla banca dei soldi pagati per la commissione di massimo scoperto o per la commissione di scoperto conto i clienti possono:

  • inviare un reclamo scritto alla banca chiedendo il rimborso di quanto pagato
  • inviare un ricorso scritto all’Arbitro Bancario Finanziario qualora non si riceva risposta entro 30 giorni dal reclamo.

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