Falsificare il tagliando assicurativo costituisce falso in scrittura privata

Falsificare il tagliando di assicurazione configura il reato di falso in scrittura privata: lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 299 dell’8 gennaio 2014. La recente pronuncia inquadra gli estremi della fattispecie criminosa e chiarisce la differenza rispetto al reato di ricettazione.

Una recentissima sentenza della Corte di Cassazione chiarisce il reato commesso da chi falsifica il tagliando assicurativo

Solo se la falsificazione del tagliando assicurativo proviene da altro reato saranno applicate le pene previste dal Codice Penale per il reato di ricettazione ai sensi dell’art. 648. La Corte di Cassazione torna sul tema Rc auto chiarendo quale reato viene commesso in caso di esposizione di tagliando assicurativo falso. Se il contrassegno posto sul parabrezza dell’auto è semplicemente contraffatto ma non è di illecita provenienza, scatta il reato di falso in scrittura privata.

Nella diversa ipotesi in cui il tagliando provenga da furto, rapina o appropriazione indebita allora si presentano gli estremi per il reato di ricettazione. La differenza a livello penale non è di poco conto: l’art. 485 del Codice penale punisce il falso in scrittura privata con la reclusione da sei mesi a tre anni, mentre l’art. 648 riferito alla ricettazione, prevede una pena reclusiva dai due agli otto anni congiunta ad una multa da 516 a 10. 329 Euro.

La Sentenza arriva in un momento nel quale i casi di contraffazione dei tagliandi assicurativi sono in costante aumento a causa del prezzo eccessivamente elevato delle polizze Rc auto. Eppure è possibile ad oggi trovare sul web delle assicurazioni auto estremamente vantaggiose, con sconti che arrivano fino al 50% per auto e moto.
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