Fallisce ristorante negli USA; colpa di Google Maps?

La storia di Rene Bertagna, ristoratore 70 enne originario di una famiglia italiana emigrata negli States parecchi anni fa nella città di Washington ha a che vedere con Google Maps, uno strano caso che sta facendo il giro del mondo. Rene Bertagna ha infatti dovuto chiudere la sua attività nel 2012 grazie ad un calo di affluenza nel locale pari al 75%, fino a che un giorno un cliente non gli chiese “come mai tenere aperto solo nel weekend?“.

Quando Google Maps diventa il tuo carnefice

Bertagna, insospettitosi della strana domanda, non ha fatto altro che sondare la fonte dell’informazione del cliente, il quale aveva appunto raccontato di aver appreso la notizia dello strano orario di apertura da Google Places, servizio connesso a Google Maps. Una volta verificato l’assurdo, Bertagna per molte volte ha tentato invano di mettersi in contatto con Mountain View per rettificare l’informazione scorretta.

A distanza di un paio d’anni, ormai privo di clienti il Serbian Crow, situato in una zona non molto trafficata della città, e quindi con una notevole necessità di visibilità via internet mobile ha dovuto chiudere i battenti. Bertagna ha così citato a giudizio Google scatenando una battaglia legale che promette di diventare qualcosa di più che di pubblico dominio.

In questi casi, le ipotesi più plausibili sono, come suggerito da un consulente SEO di grande esperienza come Brian Seeley, (che ha poi verificato l’accaduto proprio nel caso del Serbian Crow), che i malintenzionati si siano adoperati nel modificare i dati degli esercenti presenti all’interno di Google Maps e Google Places. Queste manipolazioni infatti dicono gli esperti accadono sovente, e il più delle volta a pagarne le conseguenze sono proprio i piccoli esercenti.

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