Facebook: stop all’anarchia, ecco le regole

A Bruxelles si respira aria di regole: La commissione Europea è pronta a varare una serie di norme per tutelare e regolamentare i contenuti pubblicati nella giungla dei social network.

A conferma del fenomeno arrivano i dati di Facebook che ha appena raggiunto i 400 milioni di utenti: il problema fondamentale riguarda l’uso inconsapevole che ne fanno i ragazzi: i dati personali degli utenti vengono utilizzati per molteplici fini, non cosi chiari e trasparenti, e gli utenti, soprattutto i minori, possono trovarsi in situazioni molto spiacevoli.

Solo in Europa 42 milioni si connettono ai social network: la maggior parte sono ragazzi e adolescenti che si iscrivono a Facebook, MySpace o altri servizi similari.

Il problema più grave rimane il diritto all’oblio collegato alla gestione delle proprie informazioni: i contenuti pubblicati non rimangono sotto il controllo diretto dell’utente e questo può diventare un’arma molto pericolosa in molte situazioni compromettenti.

I contenuti pubblicati possono avere gravi ripercussioni domani: ad esempio il curriculum lavorativo potrebbe essere danneggiato da alcuni fatti non consoni alle posizioni aspirate. Chi pagherà di tutto ciò?  I ragazzi che oggi sfidano il buon senso e divulgano qualsiasi cosa senza aver paura di opinioni o censure.

Viviane Reding è convinta che servano alcuni paletti affinché si possa tenere sotto controllo il flusso di informazioni riguardante la propria identità.

Il primo provvedimento potrebbe essere l’oscuramento ai motori di ricerca dei profili dei minorenni. Se Facebook non si adopererà per prendere provvedimenti al fine di proteggere i minori, la commissione interverrà tempestivamente con regole ad hoc, perché le persone hanno il diritto di controllare come vengono utilizzate le loro informazioni personali.

si respira aria di regole: La commissione Europea è pronta a varare una serie di norme per tutelare e regolamentare i contenuti pubblicati nella giungla dei social network.

A conferma del fenomeno arrivano i dati di Facebook che ha appena raggiunto i 400 milioni di utenti: il problema fondamentale riguarda l’uso inconsapevole che ne fanno i ragazzi: i dati personali degli utenti vengono utilizzati per molteplici fini, non cosi chiari e trasparenti, e gli utenti, soprattutto i minori, possono trovarsi in situazioni molto spiacevoli.

Solo in Europa 42 milioni si connettono ai social network: la maggior parte sono ragazzi e adolescenti che si iscrivono a Facebook, MySpace o altri servizi similari.

Il problema più grave rimane il diritto all’oblio collegato alla gestione delle proprie informazioni: i contenuti pubblicati non rimangono sotto il controllo diretto dell’utente e questo può diventare un’arma molto pericolosa in molte situazioni compromettenti.

I contenuti pubblicati possono avere gravi ripercussioni domani: ad esempio il curriculum lavorativo potrebbe essere danneggiato da alcuni fatti non consoni alle posizioni aspirate. Chi pagherà di tutto ciò?  I ragazzi che oggi sfidano il buon senso e divulgano qualsiasi cosa senza aver paura di opinioni o censure.

Viviane Reding è convinta che servano alcuni paletti affinché si possa tenere sotto controllo il flusso di informazioni riguardante la propria identità.

Il primo provvedimento potrebbe essere l’oscuramento ai motori di ricerca dei profili dei minorenni. Se Facebook non si adopererà per prendere provvedimenti al fine di proteggere i minori, la commissione interverrà tempestivamente con regole ad hoc, perché le persone hanno il diritto di controllare come vengono utilizzate le loro informazioni personali.

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