Facebook consente l’uso di nomi fittizi

Con un passo indietro rispetto al precedente orientamento (o avanti, a seconda del vostro modo di pensare) Facebook ha scelto di autorizzare l’utilizzo di nomi fittizi come soprannomi e pseudonimi. Una scelta che non sembra essere stata supportata con particolare felicità dalla stessa azienda, e che funge da positivo riscontro alle proteste più volte reiterate dalle comunità Lgbt, e non solo.

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Con le novità recentemente annunciate dal social network, Facebook permetterà pertanto di potersi registrare con un nome diverso da quello realmente presente nella propria carta di identità. Una possibilità attualmente ancora non disponibile nel novero delle opzioni di funzionamento del social, ma che dovrebbe comunque entrare a far parte delle effettive possibilità entro breve tempo e, probabilmente, nella primissima parte del prossimo anno (una volta superati i test che i tecnici della società fondata e guidata da Mark Zuckerberg effettueranno tra il mese di novembre e quello di dicembre).

Oltre alla possibilità di potersi sostanzialmente registrare con un soprannome, un nome d’arte o altro nome di fantasia, all’interno delle informazioni del proprio account sarà anche possibile inserire una nota che spiegherà le motivazioni che hanno spinto l’utente a mostrarsi sul social network mediante un nome non reale. Una mossa che – ha spiegato il manager Alex Shutlz all’interno di una lettera che è stata direttamente indirizzata alle comunità lesbiche, gay, bisex e transgender (principali richiedenti di quanto ora acconsentito), “aiuterà il nostro team a comprendere meglio la situazione”.

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In aggiunta a quanto sopra appena esplicitato, Facebook ha anche reso noto l’intenzione di rendere più complesse le segnalazioni sugli utenti che hanno scelto di utilizzare dei nomi falsi, proprio al fine di scoraggiare l’abuso dello strumento delle segnalazioni con la propria connessione fissa o Internet mobile e, contemporaneamente, scegliere di tutelare tutti coloro che decidono di utilizzare uno pseudonimo.

Tuttavia, dalle parole di Shultz emerge altresì un chiaro atteggiamento di prudenza nei confronti di tale apertura. Il manager ha infatti precisato che Facebook continuerà comunque a richiedere l’utilizzo dei propri nomi reali, poiché solamente in questo modo il social network sarà in grado di rendere i propri strumenti più sicuri, e potrà rendere più difficile l’azione di coloro che dietro il concetto di anonimato producono iniziative di molestie, di frode o di bullismo online.