Facebook, calo degli utenti che postano

Secondo quanto rivelano gli ultimi dati del GlobalWebIndex, riportati dal quotidiano americano Wall Street Journal, gli utenti di Facebook starebbero pubblicando sempre di meno sui propri account. Tant'è vero che, sottolineava il media a stelle e strisce, nel corso del terzo trimestre 2015 solamente il 34% degli iscritti ha aggiornato il proprio stato, e il 37% ha postato qualcosa, contro - rispettivamente - il 50% e il 59% dello stesso periodo di un anno fa.

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È probabilmente anche per arginare questa emorragia che il social network ha da qualche tempo iniziato a inviare dei “promemoria” di eventi e di giornate speciali ad alcuni utenti: una mossa per poterli indurre a postare di nuovo tramite rete fissa o Internet mobile, alimentando un contatore che negli ultimi trimestri ha intrapreso una strada di preoccupante discesa.

Ad ogni modo, non tutti i dati sembrano essere negativi. È lo stesso report, ad esempio, a sottolineare come ben il 65% degli utenti della piattaforma acceda al social network quotidianamente e, dunque, riesca comunque a sostenere le attese degli inserzionisti, che proprio sulle visite poggiano il principale parametro di analisi. Tuttavia, un moto di timore non può che essere attribuito al dato dei contenuti pubblicati, visto e considerato che nel medio termine l’emorragia di utenti in grado di postare potrebbe far perdere un po’ dello storico interesse che ruota intorno al social più famoso del globo.

Confronta tariffe Internet mobile»

Che poi siano tempi di cambiamenti, in ottica Zuckerberg, è ben noto. Proprio ieri vi informavamo della decisione di Facebook di aprire le iscrizioni anche a tutti coloro i quali preferiscono identificarsi con un nome di fantasia. Una mossa che è sorta principalmente come risposta alle numerose richieste delle comunità LGBT, e che il manager Alex Shultz non è sembrato supportare con particolare convinzione, invitando di fatti gli utenti a continuare a identificarsi con nomi e cognomi reali, al fine di permettere una più efficace tutela degli utenti.

Sempre secondo quanto preannunciato da Facebook, tra le proprie informazioni si potrà comunque spiegare la motivazione che conduce all’utilizzo di uno specifico nome, nella speranza – ha poi chiosato lo stesso manager del social network – che possa aiutare il team di Facebook a comprendere meglio la situazione.