Europa: alla ricerca di una strategia comune sull’energia

20-20-20, tre cifre per il pacchetto sull’energia pensato dall’UE dopo il Protocollo di Kyoto e valido fino al 2019: 20% in meno di gas serra, 20% di energia prodotta tramite le rinnovabili, 20% di risparmio energetico. Ma a Bruxelles già si discute sui prossimi obiettivi comunitari.

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Si decide il futuro dopo il 20-20-20

Il futuro pacchetto, secondo le prime indiscrezioni, sarà infatti ancora più ambizioso, con una maggiore attenzione alle rinnovabili, all’efficienza energetica, al trasporto elettrico e alla riduzione delle emissioni di Co2. Intanto, però, i grandi gruppi dell’energia sembrano intenzionati ad aumentare ulteriormente la produzione di energia elettrica dalle convenienti, ma inquinanti, centrali a carbone.
Confronta le offerte sull’energia elettrica
Il 22 gennaio dovrebbero essere presentati ufficialmente alcuni documenti preparatori, ma secondo alcune simulazioni anticipate da Repubblica.it il nuovo quadro normativo potrebbe tendere entro il 2030, nelle intenzioni, a ridurre i gas serra del 40%, portare le energie rinnovabili al 30% o addirittura al 35% e spingere molto anche sull’efficienza energetica.

Secondo le simulazioni, si potrebbero creare così 1,25 milioni di posti di lavoro in più, con una crescita del Pil dello 0,46% e un costo al 2030 di 2,6% in più rispetto al solo taglio delle emissioni. Le grandi utility europee e i governi degli Stati si stanno muovendo, dividendosi tra chi, come Germania e Italia, punta molto sulle rinnovabili e chi, come il Regno Unito, ha appena varato un importante piano nucleare e non vuole eccessivi vincoli.

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